Ah, che bellu ccafè, pure ‘n carcere ‘o sanno fà
Palazzolo sull’oglio (di Carmine Palumbo ) Da inizio anno sono 50 i decessi nelle carceri italiane: 19 per suicidio, 21 per “cause naturali” e 10 per “cause da accertare”. La loro età media era di 35 anni, 15 erano stranieri e 35 italiani; 2 le donne: Loredana Berlingeri, di 44 anni, morta per “cause naturali” il 18 marzo nel carcere di Reggio Calabria ed Adriana Ambrosini, 24 anni, che si è impiccata lo scorso 3 aprile nell’Opg di Castiglione delle Stiviere (Mn).
Questi sono i dati dell’osservatorio permanete delle morti in carcere. Dati che non compaiono nei telegiornali. Nelle carceri italiane i detenuti si tolgono la vita con una frequenza 19 volte maggiore rispetto alle persone libere e, spesso, lo fanno negli istituti dove le condizioni di vita sono peggiori, quindi in strutture particolarmente fatiscenti. Si suicida un detenuto ogni 924, si suicida un cittadino ogni 2000. Le carceri italiane scoppiano, 24mila detenuti oltre i posti disponibili I sindacati di polizia penitenziaria segnalano il sovraffollamento, mentre le associazioni per i diritti umani puntano l’attenzione sui suicidi.
Condizioni igieniche inaccettabili e sovraffollamento sono tra i motivi del disagio dei detenuti, che spesso sfocia in gesti estremi.I casi più eclatanti sono a Caltagirone, a Mistretta (Me), a Lamezia Terme, a Piazza Armerina (En), a Busto Arsizio (Va), a Brescia, a Napoli Poggioreale e a Varese.
Significativo il diario di viaggio che si legge sul web, proprio in questi giorni, del Consigliere Regionale Corrado Gabriele che ha visitato il carcere di Poggioreale, questi sono alcuni passi: “Il cortile delle sale d’attesa era stracolmo di persone, grandi e piccini, donne, soprattutto, e bambini ammassati, in attesa di poter scambiare due parole con i propri congiunti dentro il carcere di Poggioreale, il più grande, il più vecchio, il più inospitale di tutta Europa.Siamo a quota 2670 oggi, ci dice il direttore, uomo di lungo corso nelle direzioni penitenziarie, ma abbiamo toccato anche i 3.000 e più reclusi. Qui manca tutto, mentre parliamo gli fanno firmare, suo malgrado, una richiesta di intervento di riparazione per le celle frigo degli alimenti: “ma i soldi ci sono?” – chiede alla funzionaria -“no direttò, come sempre mò ordiniamo e poi si vedrà” risponde la signora e corre via. “… ma torniamo ai nostri parenti, congiunti, affini che alle 10,30 stavano già da diverse ore in quel cortile che sembra l’equivalente di un mercato arabo nel centro di una città tormentata da caldo, afa e aspettative di vita vicine allo zero. Si deve stare li, e’ necessario, tocca a tutti prima o poi poter incontrare uno dei 2670 carcerati (perdonatemi il termine) e consegnare il pacco nella apposita buia e tetra stanzetta dove poche unità di guardie penitenziarie fanno un lavoro disumano nel controllare tutto con tempi ridotti e occhi che devono moltiplicarsi continuamente, scrupolosi …Il direttore ci rimprovera perché nessuno della politica ha mai fatto niente, ma che comunque tutto si sistemerà presto perché finalmente gli hanno avviato il cantiere per la ristrutturazione e gli spazi saranno moderni e accoglienti, ma “le voci di dentro” ci riferiscono che: “saranno pure moderni, ma lo spazio qui dentro è sempre lo stesso; Poggioreale è così da 100 anni e non si allarga, Poggioreale ingoia amarezze, ingiustizie, vite umane, ma le mura non si possono allargare…”…entriamo nei reparti Napoli, Roma, Firenze, Genova, Salerno Venezia… Li ho visitati ormai tutti in questo primo anno di mandato da consigliere e i problemi sono sempre gli stessi: “si rompe la caldaia e le docce non le facciamo da due mesi, siamo ammalati necessitiamo di cure mediche, ma a me il catetere sono sei mesi che non me lo levano, ho l’enfisema polmonare sono stato sparato cinque volte e ho i polmoni perforati come faccio a vivere con questa umidità e senza cure mediche”. Le docce di regola si fanno due volte alla settimana, ma sono spesso guaste e sembrano delle vere e proprie latri, in carcere nessuno può entrare a pulire, li puliscono i detenuti, ma spesso finisce detersivo pezza e scope. L’acqua e’ fredda di inverno e… Fredda resta spesso pure d’estate: “i soldi per le manutenzioni sono sempre di meno ed io debiti non ne posso fare sennò la corte dei conti con me se la piglia” urla il direttore “a volte ci mancano pure i soldi per la carta igienica e abbiamo dovuto comprare anche le buste per l’immondizia, 15mila euro di fornitura sennò i rifiuti dove li mettiamo? “Usciamo ci raccomandano di non dimenticarci di loro, torneremo! Come sempre negli ultimi mesi.Da assessore avevo stanziato 500mila euro per laboratori artigianali, professionalizzanti e spazi ludico ricreativi, ma la giunta regionale, che è subentrata nel 2010, ha annullato la delibera e fatto cassa per rientrare nel cosiddetto patto di stabilità. Niente spazi artigianali, niente spazi educativi, gli educatori (tranne che al Venezia) non sono assolutamente sufficienti.E’ terminata la nostra visita, usciamo e l’occhio ricade sul cortile, sempre affollatissimo, sempre un gran vociare sempre in condizioni igieniche pessime (un solo bagno e se esci poi devi rifare la fila per il colloquio).”
