A palazzo Caracciolo «Tableau de Mariage», con la drammaturgia di Elvira Buonocore
di Anita Laudando
In scena «Tableau de Mariage», nel raffinato patio dell’Hotel Palazzo Caracciolo in via Carbonara, con la regia di Mario Gelardi. Prodotto dal Nuovo Teatro Sanità, il collettivo artistico più amato di Napoli che resiste agli intoppi burocratici di via San Vincenzo. Con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, l’evento si è avvalso della drammaturgia di Elvira Buonocore. In scena Francesca Cercola, Anna De Stefano, Carlo Di Maro, Gaetano Migliaccio, Gianluigi Montagnaro, Giovanna Sannino, Chiara Vitiello. Un lungo aperitivo di benvenuto, incorniciato dalla musica eseguita dal vivo da Carlo Vannini, con ospiti colorati vestiti da Antonietta Rendina.
La comunità under 36 si trova a vivere un “Attendant Godot” contemporaneo. Gli sposi non arrivano e le dinamiche relazionali degli invitati si dipanano fra riflessioni proprie del limite di età voluto dal bando. Il vincolo anagrafico, infatti, è pretesto drammaturgico nonché soglia esistenziale. C’ è del materiale da serie TV: i linguaggi artistici si contaminano e le nuove generazioni lo sanno. Metaforicamente il tableau indica “dove sei rispetto al mondo e dove saresti potuto essere”, si innalza a simbolo umano di rapporti e comportamenti di una società “giovane” nel corpo e a volte ingenua nella mentalità. “Benvenuti nell’epoca della stoffa”, capiamo subito che qualcosa di antico viene preservato come contrappunto della realtà in continua trasformazione. Chiara Vitiello è la sarta che riesce a cucire l’abito perfetto, l’epidermide del mondo dietro cui difendersi, ma da cosa? Con tratti di fantascienza, assistiamo ad un colpo di scena che non sveleremo, diremo solo che ci mette in una posizione scomoda, un po’ spiazzante, a tratti forzata. Impossibile, però non apprezzare la forza dell’innovazione, la freschezza dei tanti interpreti e la pulizia dell ‘allestimento scenico. Ci viene in mente un monito di Dario Fo che la scrivente amava ripetere nel proprio tempo anteriore degli under 36 : “Il teatro consiste nel recitare oggetti intrattabili, oggetti che come meteoriti non sono fatti per essere raccontati”.

