Crisi nel governo Meloni: Tajani esclude il voto anticipato, mentre parte il confronto sulla legge elettorale
Il governo guidato da Giorgia Meloni attraversa una fase di forte tensione politica, segnata dalle conseguenze del recente referendum sulla Giustizia e da una serie di dimissioni che hanno scosso la maggioranza. Nonostante il clima incerto, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso con fermezza l’ipotesi di elezioni anticipate: “Nessuno ci pensa”, ha dichiarato, ribadendo la volontà dell’esecutivo di proseguire il proprio mandato.
Al centro del dibattito politico resta il caso Delmastro-Caroccia, che continua a pesare sull’immagine del governo. Le dimissioni dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro non sono bastate a spegnere le polemiche, soprattutto alla luce delle indagini della magistratura, secondo cui la società di cui era azionista sarebbe stata coinvolta in operazioni di riciclaggio legate al clan camorristico Senese. Le opposizioni attaccano duramente: la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha definito “inaccettabile” il silenzio della presidente del Consiglio, accusata di aver archiviato troppo rapidamente una vicenda che solleva interrogativi sulla credibilità dell’esecutivo.
Parallelamente, il Parlamento avvia un passaggio cruciale: l’esame della nuova legge elettorale in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. La proposta avanzata dal centrodestra prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la coalizione che supera il 40% dei voti, con eventuale ballottaggio tra le prime due coalizioni sopra il 35%. Il testo include inoltre liste bloccate, una soglia di sbarramento al 3% e l’indicazione del candidato premier nel programma elettorale.
L’obiettivo della maggioranza è trovare un’intesa ampia, coinvolgendo anche le opposizioni, ma al momento il dialogo appare difficile. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha bocciato duramente la proposta, definendola “una supertruffa”, segno di un clima politico tutt’altro che disteso.
Nel frattempo, sul fronte dell’opposizione, Matteo Renzi rilancia il tema delle primarie nel centrosinistra. Secondo il leader di Italia Viva, la fase di difficoltà della destra rappresenta un’occasione da non perdere. “Serve fissare subito tempi e regole”, ha dichiarato, sottolineando come le primarie possano rappresentare un momento di partecipazione e legittimazione democratica per la leadership alternativa.
La premier Meloni, dal canto suo, punta a chiudere rapidamente la fase critica seguita al referendum e a ricompattare la maggioranza. Tuttavia, tra tensioni interne, scontri con l’opposizione e nodi ancora aperti sulla riforma elettorale, il percorso del governo si presenta complesso e ricco di incognite.
Al centro del dibattito politico resta il caso Delmastro-Caroccia, che continua a pesare sull’immagine del governo. Le dimissioni dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro non sono bastate a spegnere le polemiche, soprattutto alla luce delle indagini della magistratura, secondo cui la società di cui era azionista sarebbe stata coinvolta in operazioni di riciclaggio legate al clan camorristico Senese. Le opposizioni attaccano duramente: la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha definito “inaccettabile” il silenzio della presidente del Consiglio, accusata di aver archiviato troppo rapidamente una vicenda che solleva interrogativi sulla credibilità dell’esecutivo.
Parallelamente, il Parlamento avvia un passaggio cruciale: l’esame della nuova legge elettorale in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. La proposta avanzata dal centrodestra prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la coalizione che supera il 40% dei voti, con eventuale ballottaggio tra le prime due coalizioni sopra il 35%. Il testo include inoltre liste bloccate, una soglia di sbarramento al 3% e l’indicazione del candidato premier nel programma elettorale.
L’obiettivo della maggioranza è trovare un’intesa ampia, coinvolgendo anche le opposizioni, ma al momento il dialogo appare difficile. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha bocciato duramente la proposta, definendola “una supertruffa”, segno di un clima politico tutt’altro che disteso.
Nel frattempo, sul fronte dell’opposizione, Matteo Renzi rilancia il tema delle primarie nel centrosinistra. Secondo il leader di Italia Viva, la fase di difficoltà della destra rappresenta un’occasione da non perdere. “Serve fissare subito tempi e regole”, ha dichiarato, sottolineando come le primarie possano rappresentare un momento di partecipazione e legittimazione democratica per la leadership alternativa.
La premier Meloni, dal canto suo, punta a chiudere rapidamente la fase critica seguita al referendum e a ricompattare la maggioranza. Tuttavia, tra tensioni interne, scontri con l’opposizione e nodi ancora aperti sulla riforma elettorale, il percorso del governo si presenta complesso e ricco di incognite.

