Conclave 2025, l’attesa per il nuovo Papa
È iniziato oggi pomeriggio, alle ore 16:30, nella Cappella Sistina, il Conclave chiamato a eleggere il successore di Papa Francesco, scomparso lo scorso 21 aprile all’età di 88 anni. 133 cardinali elettori provenienti da 71 Paesi si sono riuniti dietro le porte chiuse del Vaticano per scegliere il 267° pontefice della storia della Chiesa cattolica.
L’atmosfera che si respira a Roma è carica di tensione e speranza. Migliaia di fedeli si sono radunati in piazza San Pietro, mentre in tutto il mondo si segue con attenzione il conclave più multiculturale mai celebrato. La globalità del collegio cardinalizio riflette l’eredità di Papa Francesco, che ha promosso figure provenienti da ogni angolo del pianeta, rafforzando la presenza del Sud del mondo nella gerarchia ecclesiastica. Il nuovo pontefice sarà chiamato a guidare una Chiesa attraversata da fratture dottrinali, crisi vocazionali, sfide ambientali e tensioni geopolitiche. La domanda che circola tra i vaticanisti è una sola: si proseguirà lungo la linea riformista di Bergoglio o si aprirà una fase di restaurazione?
Tra i favoriti alla successione spiccano i nomi del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano e figura di equilibrio interno; Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e volto del dialogo tra Chiesa e società; il patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa; il filippino Luis Antonio Tagle, volto globale dell’evangelizzazione; e il cardinale ungherese Peter Erdö, espressione dell’ala più tradizionalista. Secondo il protocollo, si terranno fino a quattro votazioni al giorno: due al mattino e due al pomeriggio. La prima fumata è attesa già stasera tra le 18:00 e le 19:00, ma con ogni probabilità sarà nera, segnale che il nuovo Papa non è ancora stato scelto. La regola dei due terzi – almeno 89 voti – resta il quorum da raggiungere per l’elezione. Dopo tre giorni senza esito, il regolamento prevede una giornata di pausa e riflessione.
L’atmosfera che si respira a Roma è carica di tensione e speranza. Migliaia di fedeli si sono radunati in piazza San Pietro, mentre in tutto il mondo si segue con attenzione il conclave più multiculturale mai celebrato. La globalità del collegio cardinalizio riflette l’eredità di Papa Francesco, che ha promosso figure provenienti da ogni angolo del pianeta, rafforzando la presenza del Sud del mondo nella gerarchia ecclesiastica. Il nuovo pontefice sarà chiamato a guidare una Chiesa attraversata da fratture dottrinali, crisi vocazionali, sfide ambientali e tensioni geopolitiche. La domanda che circola tra i vaticanisti è una sola: si proseguirà lungo la linea riformista di Bergoglio o si aprirà una fase di restaurazione?
Tra i favoriti alla successione spiccano i nomi del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano e figura di equilibrio interno; Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e volto del dialogo tra Chiesa e società; il patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa; il filippino Luis Antonio Tagle, volto globale dell’evangelizzazione; e il cardinale ungherese Peter Erdö, espressione dell’ala più tradizionalista. Secondo il protocollo, si terranno fino a quattro votazioni al giorno: due al mattino e due al pomeriggio. La prima fumata è attesa già stasera tra le 18:00 e le 19:00, ma con ogni probabilità sarà nera, segnale che il nuovo Papa non è ancora stato scelto. La regola dei due terzi – almeno 89 voti – resta il quorum da raggiungere per l’elezione. Dopo tre giorni senza esito, il regolamento prevede una giornata di pausa e riflessione.

