Scampia si ribella, la consulta delle associazioni: «Il Parco Ciro Esposito merita di più»
«Le istituzioni continuano a voltare le spalle a un intero quartiere, ignorando le legittime aspirazioni dei cittadini di Scampia». Questo è il grido di denuncia di Monica Riccio, vicepresidente della Consulta delle Associazioni della Municipalità 8, che ha acceso i riflettori su una vicenda che da anni rappresenta una ferita aperta per il territorio. Il Parco Ciro Esposito, uno degli spazi verdi più importanti di Napoli Nord, è chiuso al pubblico da ormai due anni, lasciando il quartiere privo di un luogo fondamentale di aggregazione sociale e culturale. La situazione, già critica, si è ulteriormente aggravata negli ultimi mesi, nonostante i timidi segnali di riapertura con l’avvio dei lavori di riqualificazione. Secondo quanto denunciato dalla Consulta delle Associazioni, i lavori avviati di recente non rappresentano una vera soluzione per il parco e per il quartiere. Il progetto di riqualificazione, infatti, è stato ridimensionato drasticamente: una gara al ribasso ha portato a un taglio del 37% del finanziamento iniziale, riducendo il budget a soli 400 mila euro. Questa cifra, secondo Riccio, «non è sufficiente a garantire interventi adeguati». «Con questi fondi – sottolinea la vicepresidente, saranno realizzati solo lavori minimi indispensabili: il ripristino dei parapetti, la sistemazione dei cancelli, qualche giostrina per i bambini e i servizi igienici. Tuttavia, rimangono irrisolte molte criticità strutturali che impediscono al parco di tornare a essere il cuore pulsante di Scampia». Tra i problemi segnalati emergono l’abbandono della collinetta, l’impossibilità di utilizzare tutti gli ingressi del parco per attraversare il quartiere e l’assenza di un piano di manutenzione ordinaria. Un intervento, quindi, che non risponde alle reali necessità del territorio e che sembra destinato a essere solo una soluzione temporanea e superficiale. Le associazioni del territorio, supportate dalla Consulta, hanno cercato ripetutamente di aprire un dialogo costruttivo con le istituzioni, in particolare con l’assessore al Verde del Comune, Vincenzo Santagada. Tuttavia, ogni tentativo si è rivelato vano. Anche una petizione promossa un anno fa dal gruppo Scout locale, indirizzata al sindaco Gaetano Manfredi, è rimasta senza risposta. «È paradossale sentir parlare continuamente di progettazione partecipata – afferma Riccio, “quando poi le istituzioni non si degnano nemmeno di rispondere alle mail dei cittadini che chiedono un confronto costruttivo».

