Svolta nelle indagini sull’incidente in kayak di Cristina Frazzica: Sotto sequestro tre imbarcazioni
Continua a infittirsi il mistero intorno all’incidente mortale che ha visto la tragica scomparsa di Cristina Frazzica, 31enne studentessa universitaria originaria della Calabria ma residente a Voghera. Domenica pomeriggio, mentre si trovava in kayak al largo di Villa Rosebery a Posillipo, Cristina è stata travolta e uccisa da un’imbarcazione.
Le Indagini della Procura
La Procura ha sequestrato tre imbarcazioni nel tentativo di individuare lo yacht che ha investito Cristina. Secondo le prime ricostruzioni della Capitaneria di Porto, il kayak su cui si trovava la giovane sarebbe stato travolto dal motoscafo di 18 metri appartenente all’avvocato penalista napoletano Guido Furgiuele, 48 anni. Furgiuele è stato il primo a soccorrere Cristina e il suo amico Vincenzo Leone, anche lui avvocato, che è rimasto illeso. Interrogato ieri in Procura, Furgiuele ha dichiarato di non essersi accorto di aver provocato l’incidente, una versione confermata dalle altre cinque persone a bordo dello yacht. Gli accertamenti tecnici sull’imbarcazione di Furgiuele sono in corso per determinare il suo coinvolgimento, attraverso un confronto con i rilievi effettuati sul kayak.
Immagini di Videosorveglianza
L’inchiesta, condotta dal pm Vincenzo Toscano e coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, considera decisive le immagini di videosorveglianza di Villa Rosebery, residenza del Presidente della Repubblica. Tuttavia, secondo quanto trapelato, le telecamere non avrebbero catturato il momento dell’impatto.
Il Dolore della Famiglia e della Comunità Accademica
Nel frattempo, a Napoli sono giunti i familiari di Cristina, che chiedono giustizia per la loro figlia, una studentessa modello contesa dalle migliori aziende nel campo delle biotecnologie. Il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II ha ricordato Cristina con commozione, sottolineando il suo entusiasmo e passione per la ricerca e le nuove sfide. Cristina era a Napoli per seguire il percorso di Alta Formazione PharmaTech Academy e avrebbe completato il suo tirocinio a fine giugno, aprendo così la strada a una promettente carriera nel campo della salute umana.
Un piano di sicurezza per il mare
Alla luce della tragedia, il Comitato provinciale di ordine e sicurezza ha deciso di implementare un piano di sicurezza per il mare, che prevede controlli più rigorosi per prevenire incidenti simili. “Dobbiamo promuovere un dispositivo di controllo del mare, senza dimenticare i controlli a terra”, ha affermato il prefetto Michele Di Bari. Il piano, che inizierà il prima possibile, prevede una maggiore sinergia tra forze di mare e di terra e un aumento dei controlli nei giorni e orari di maggiore affluenza.
L’obiettivo è evitare altre tragedie e garantire che chiunque vada in mare con un natante non rappresenti un pericolo per gli altri. “Bloccheremo qualsiasi situazione di illegalità”, ha concluso Di Bari.
La città di Napoli, ancora scossa dalla tragedia, si stringe intorno alla famiglia di Cristina Frazzica, nella speranza che le indagini portino presto alla verità su quanto accaduto.

