La nutrizionista ci guida nella scelta del gelato

NAPOLI (Dott.ssa Giorgia Luongo, Biologa Nutrizionista) – Il gelato, cibo della stagione estiva per eccellenza ed  alimento  spesso scelto per rifocillarsi durante le torride giornate della bella stagione, ha come  ingredienti principali : acqua, latte, panna, zucchero e  uova a cui vengono aggiunti aromi ed ingredienti specifici come cioccolato, cappuccino, fragole e nocciole; proprio questi ultimi sono responsabili della grande variabilità nutrizionale che differenzia i diversi tipi di gelato.

GelatoIn base alla sua composizione, il gelato  viene suddiviso in:  gelato alla crema e gelato alla frutta; il gelato alla crema, composto da tuorli d’uovo, latte e zucchero, apporta proteine, calcio e fosforo, il gelato alla frutta che è generalmente composto da acqua, zucchero e polpa di frutta, ha  un minor valore energetico. Poiché la composizione dei diversi tipi di gelato è molto varia, l’apporto calorico per 100 g di prodotto, va dalle 140 alle 300 calorie; il gelato più ricco di grassi è quello alla crema.

Spesso durante la preparazione, soprattutto a livello industriale, vengono aggiunti oli e grassi vegetali perché conferiscono sapore, aumentano la cremosità del gelato e la sua “resistenza” alle alte temperature, purtroppo questi ingredienti scadenti, apportano grassi di cattiva qualità e aumentano il contenuto calorico del prodotto.

Il gelato, grazie al latte e alle uova in esso contenute, è un alimento con un buon contenuto di proteine dall’ alto valore biologico, proteine ricche di amminoacidi essenziali indispensabili per la sintesi proteica, facilmente digeribili ed assimilabili. Lattosio e saccarosio sono gli zuccheri presenti in maggiore quantità. Il latte che è uno degli ingredienti principali del gelato, lo rende  abbastanza ricco di calcio, fosforo, vitamina A e alcune vitamine del gruppo B (B1 e B2), questo contenuto vitaminico diminuisce nei  gelati industriali perché per la loro produzione si utilizza latte scremato. Se tra gli ingredienti è presente la frutta secca, il  contenuto e la qualità lipidica del prodotto aumentano. I grassi provenienti dalla frutta secca sono infatti di buona qualità ed appartenenti alla famiglia degli acidi grassi mono e polinsaturi (i cosiddetti grassi buoni che, se assunti con moderazione in sostituzione ai lipidi di origine animale, aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo). Negli affogati, l’aggiunta di superalcolici aumenta ulteriormente le calorie del gelato.

In commercio esistono anche gelati preparati con latte di soia, indicati per soggetti con ipercolesterolemia, allergia alle proteine del latte vaccino o intolleranti al lattosio.

Il gelato artigianale, si distingue da quello industriale, per i suoi ingredienti freschi, il loro utilizzo aumenta la deperibilità del prodotto che deve essere venduto e consumato entro pochi giorni dalla sua produzione.

Se è molto facile risalire ai valori nutrizionali del gelato industriale, poiché sulla confezione di tutti i prodotti sono riportate le kcal per 100 g di prodotto e la ripartizione in macronutrienti, ben più difficile è invece stimare l’apporto calorico dei gelati artigianali, in cui le proporzioni degli ingredienti dipendono dalla ricetta dell’artigiano che prepara il gelato. “Artigianale” non è sempre sinonimo di qualità, il gelataio infatti potrebbe utilizzare, per esempio, grassi vegetali, aromi e additivi , oppure sostituire la frutta fresca con succhi o liofilizzati, producendo quindi un prodotto scadente.

Quando si entra in una gelateria artigianale, consiglio di leggere con attenzione la lista degli ingredienti utilizzati, questa lista dovrebbe essere ben esposta, se così non fosse, è possibile richiederla al gelataio.

A questo punto vi starete chiedendo: quale gelato scegliere? Sarebbe bene scegliere il gelato che contiene meno calorie, che non presenta tra i suoi ingredienti margarina o altri grassi vegetali idrogenati, in caso di colesterolo alto scegliere il gelato alla soia limitando comunque le quantità, se si sceglie il gelato industriale, controllare, oltre alle informazioni riportate in etichetta, anche l’integrità della confezione perché se risulta rovinata, molto probabilmente il prodotto ha subito sbalzi termici oppure non è stato conservato correttamente, evitare gelati che contengono aromi, coloranti, addensanti ed emulsionanti facilmente individuabili perché sull’etichetta del prodotto sono segnalati dalla scritta “E” seguita dal codice corrispondente. Se il gelato presenta un’ eccessiva dolcezza, sapore intenso e colore accesso, è possibile che contenga additivi, ed è meglio non mangiarlo.

Concedersi un piccolo peccato di gola senza però rinunciare alla linea o alla salute, si può! Basta leggere attentamente  l’etichetta o la lista degli ingredienti del prodotto.

Dott.ssa Giorgia Luongo, Biologa Nutrizionista -(dottgiorgia.luongo@gmail.com)

Giorgia Luongo

cell. 339/7385489

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