Von der Leyen al Parlamento europeo: “Sanzioni a Israele”
Primo discorso sullo Stato dell’Unione Europea del secondo mandato per Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea, che a Strasburgo ha tracciato le priorità del ciclo politico 2024-2029. L’intervento, accolto con attenzione ma anche con critiche, ha affrontato i principali nodi dell’agenda comunitaria: guerra in Ucraina, difesa comune, politiche migratorie, Green Deal, relazioni internazionali e bilancio pluriennale dell’Unione. Il passaggio più atteso e controverso è stato quello dedicato al Medio Oriente. Von der Leyen ha annunciato sanzioni nei confronti di ministri e coloni israeliani e la sospensione parziale degli accordi con Tel Aviv, sottolineando che l’Unione europea “non può restare indifferente di fronte alle violazioni del diritto internazionale”.
Una presa di posizione che ha subito suscitato reazioni contrastanti. Da Israele, l’ex ministro Gideon Sàar ha accusato la presidente della Commissione di essere “vittima della propaganda di Hamas”, ribadendo che lo Stato ebraico agisce per difendersi. Durissimo il commento di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha bollato il discorso come “deludente e ipocrita”. Secondo Conte, la presidente avrebbe ignorato le vere priorità dei cittadini europei: “Gli europei chiedono pace e benessere – ha dichiarato – ma Von der Leyen propone solo più armi, senza alcun impegno concreto per una soluzione pacifica dei conflitti”. Particolarmente duro il passaggio relativo all’accordo con Israele: “Non esistono genocidi parziali, né stermini parziali. Una sospensione limitata dell’intesa è del tutto insufficiente”.
Il discorso di Strasburgo ha messo in luce ancora una volta le divisioni interne all’Unione europea: da un lato la necessità di rafforzare la sicurezza comune, il sostegno all’Ucraina e le relazioni strategiche globali, dall’altro la richiesta di una politica estera più orientata alla diplomazia e alla tutela dei diritti umani. Il ciclo politico 2024-2029, nelle intenzioni della presidente, dovrà basarsi su “prosperità, resilienza e difesa dei valori democratici”. Ma la strada si preannuncia in salita: il Parlamento europeo, e più in generale l’opinione pubblica, appaiono tutt’altro che compatti di fronte alle nuove sfide geopolitiche che attendono l’Unione.
Una presa di posizione che ha subito suscitato reazioni contrastanti. Da Israele, l’ex ministro Gideon Sàar ha accusato la presidente della Commissione di essere “vittima della propaganda di Hamas”, ribadendo che lo Stato ebraico agisce per difendersi. Durissimo il commento di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha bollato il discorso come “deludente e ipocrita”. Secondo Conte, la presidente avrebbe ignorato le vere priorità dei cittadini europei: “Gli europei chiedono pace e benessere – ha dichiarato – ma Von der Leyen propone solo più armi, senza alcun impegno concreto per una soluzione pacifica dei conflitti”. Particolarmente duro il passaggio relativo all’accordo con Israele: “Non esistono genocidi parziali, né stermini parziali. Una sospensione limitata dell’intesa è del tutto insufficiente”.
Il discorso di Strasburgo ha messo in luce ancora una volta le divisioni interne all’Unione europea: da un lato la necessità di rafforzare la sicurezza comune, il sostegno all’Ucraina e le relazioni strategiche globali, dall’altro la richiesta di una politica estera più orientata alla diplomazia e alla tutela dei diritti umani. Il ciclo politico 2024-2029, nelle intenzioni della presidente, dovrà basarsi su “prosperità, resilienza e difesa dei valori democratici”. Ma la strada si preannuncia in salita: il Parlamento europeo, e più in generale l’opinione pubblica, appaiono tutt’altro che compatti di fronte alle nuove sfide geopolitiche che attendono l’Unione.

