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(Video) Presidio “No War” al Consolato Usa

(Articolo: Daniela Giordano – Video: Carlo Maria Alfarano)
NAPOLI – Stamane, si è riunito un presidio all’ingresso del Consolato americano di Napoli per manifestare contro l’attacco militare minacciato dagli Stati Uniti sulla Siria. Organizzato dal movimento pacifista “NapoliNoWar”, gli attivisti si sono presentati alla sede diplomatica con striscioni che recitavano: “Giù le mani dalla Siria” e “No War” contro quello che viene ritenuto l’ennesimo errore statunitense in Medio Oriente. Nonostante le affermazioni contrarie del Segretario di Stato John Kerry e dello stesso Presidente Barack Obama, sono in molti a pensare che l’imminente attacco in Siria possa diventare la replica dell’esperienza iraqena e in Afghanistan. Tanto più se l’ago della bilancia è ancora una volta la prova tangibile dell’utilizzo di armi chimiche, da parte dell’esercito di Bashar al-Assad, nell’attacco che lo scorso 21 agosto ha ucciso circa 1.500 civili siriani, di cui un terzo bambini. Oltre a non convincere l’assicurazione che si tratterà di una “guerra lampo”, senza invio di truppe di terra, ciò che davvero preoccupa è la rinnovata dichiarazione dell’Iran di restare affianco all’alleato siriano nelle operazioni militari, confermando così la preoccupazione del Ministro Emma Bonino di conseguente “deflagrazione mondiale”.

contro la guerra, presidioAl presidio erano presenti anche due siriani: Laila (per metà cittadina italiana) e il figlio Hilal. I due sono scappati lo scorso inverno da Aleppo, dopo i bombardamenti del governo siriano alla città ritenuta roccaforte dell’esercito ribelle. Laila e Hilal hanno affermato che i ribelli, più che siriani oppositori al regime di Assad, siano in realtà mercenari di Al Qaeda e altre organizzazioni terroristiche che approfittano della povertà e ignoranza della popolazione civile, terrorizzandola. Ritengono che l’esercito del regime siriano non avesse motivo di usare il gas nervino negli attacchi, non solo perché già in netto vantaggio sui ribelli, ma soprattutto sapendo che così avrebbe innescato una risposta militare del governo americano. Purtroppo, risultati certi dei test condotti dalla delegazione Onu inviata immediatamente in missione, si potranno avere solo tra un paio di settimane, ha dichiarato il Segretario Generale Ban Ki Moon, troppo lunga l’attesa per i vertici americani. Ma intanto è proprio questo ad alimentare il sospetto che gli Usa siano vittima di un raggiro da parte di chi vuole, ad ogni costo, che quel conflitto scoppi.

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