Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

(Video) Manifestazione contro i tagli della Cumana

(Servizio: Daniela Giordano)

Per essere presente al presidio di protesta indetto da Freebacoli, giovedì 3 maggio, davanti la sede legale dell’azienda EAV-Sepsa di Agnano, ho dovuto prendere la Cumana. È la linea ferroviaria che, sin dalla fine dell’Ottocento, unisce il centro di Napoli con il tratto costiero flegreo, passando per Pozzuoli e Cuma, fino ad arrivare a Torregaveta nel comune di Bacoli.

In totale 20 km. Pochi, tutto sommato, considerando le grandi distanze che attualmente siamo in grado di raggiungere nel breve tempo. Eppure, tantissimi dalla prospettiva di lavoratori e studenti pendolari che la prendono ogni giorno, ma anche di un utente occasionale come ho avuto modo di verificare. La stazione terminale di Montesanto (da cui sono partita) è stata ristrutturata pochi anni fa per adeguarsi agli standard funzionali ed estetici delle altre metropolitane di Napoli. In effetti, esteriormente fa la sua bella figura, anche se ritengo si adegui poco allo stile architettonico di una zona popolare come la Pignasecca. Ma soprattutto costituisce soltanto una facciata, perché al binario poi ci s’imbatte in un treno fatiscente, targato dopoguerra (se non proprio lo stesso di fine Ottocento), sporco e che percorre tutto il tragitto nell’arco di un’ora circa, se non ci sono proteste e blocchi dei binari ad allungare i tempi.

Gli abitanti di Bacoli hanno solo questa linea che li collega alla città (e quattro autobus, a sentire uno di loro), al costo di euro 2,10. Perciò, alla notizia che dal 27 aprile sarebbero state tagliate le corse dei treni, portandole a una ogni quaranta minuti, un coro d’indignazione si è sollevato tra gli utenti e la redazione Freebacoli ha lanciato su Facebook l’appello per il sit-in di protesta, a cui hanno aderito molti Comitati e Associazioni dell’area flegrea, e una raccolta firme da sottoporre all’Assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella.

I dirigenti Sepsa hanno giustificato la decisione con la mancanza di treni a disposizione perché fermi in manutenzione. Sono note, infatti, le profonde difficoltà finanziarie in cui versa l’azienda che la rendono insolvente verso i dipendenti, da mesi non retribuiti, gli operatori dei passaggi a livello e gli addetti alla manutenzione e alla pulizia dei treni. Ogni giorno capita di leggere una notizia nuova: treni presi d’assalto dalla folla di viaggiatori, la protesta di questo e quell’altro operatore che non è stato pagato per il servizio prestato. O addirittura capita di assistere a scene straordinarie, come quella di un anziano signore che si sostituisce alle sbarre rotte del passaggio a livello, alzando e abbassando il braccio con un bastone di legno, scongiurando la tragedia o il blocco totale dei treni. Mai come nell’ultimo periodo, si ha la percezione tangibile di quanto sia disastrata la situazione dei trasporti a Napoli e in tutta la regione Campania.

Assistiamo alla presentazione di nuovi prototipi di auto a energia solare, un sindaco che fa il giro sulla bicicletta elettrica in occasione della Festa dell’Esercito italiano. Nel mondo, le politiche di nuova frontiera sono rivolte alla green economy per scongiurare l’imminente esaurimento dei giacimenti petroliferi. Innovazioni tecnologiche oltre l’immaginazione, ma ad Agnano forte è stata la sensazione di arretramento. Un’ora per compiere venti chilometri, quando tutto va bene, e quasi un’ora d’attesa alle fermate. E la richiesta, per ora, fatta al presidio di protesta è stata di un semplice ritorno alla normalità. Aspettare solo venti minuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.