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(Video) Il tango nei giardini pubblici di S. Chiara

(Servizio: Daniela Giordano – Video: Carlo Maria Alfarano)

NAPOLI – Lo scorso fine settimana, il cortile della chiesa di Santa Chiara ha fatto da scenografia a una serata di tango argentino. L’evento è stato organizzato dal Comitato Centro Storico Diritti – Salute – Ambiente, assieme al maestro Fernando Alfredo Cabrera; un appuntamento che si rinnova da un paio d’anni con una certa periodicità, da quando fu trovato morto nei giardini del cortile il cittadino rumeno Kuman Rosarch.

Un pretesto, dunque, per commemorare quella scomparsa e riflettere sul problema dei poveri e senza tetto che, in tanti, invadono le vie del centro storico di Napoli. Ma soprattutto l’occasione per rivendicare spazi pubblici comuni, perché quei giardini che hanno fatto da cornice alla serata, contrariamente all’immaginario comune, non sono di proprietà del monastero ma della cittadinanza. Da tempo, infatti, il Comitato s’impegna per la restituzione di quegli spazi, arbitrariamente delimitati da mura e cancelli ai tempi della ricostruzione nel dopoguerra – a sentire uno dei membri. Ed è in quest’ottica che il territorio viene visto quale strumento essenziale per costruire una rete sociale e solidale di supporto ai cittadini del quartiere. La serata, infatti, è stata anche l’occasione per ricordare le attività programmatiche del Comitato, ora ufficialmente iniziate: lo Sportello legale gratuito, per la tutela dei diritti, e il “Doposcuola oltre la scuola”, per venire incontro ai ragazzi del quartiere ispirando – magari – un modo diverso di socializzare, che non appartenga propriamente alla “cultura di strada” che più facilmente si presenta ai loro occhi.

In un contesto del genere, il tango e la sua cultura s’inseriscono perfettamente. Un ballo che si fonda sull’improvvisazione di due persone che s’incontrano, si avvicinano, si uniscono in un “abbraccio” e, con la sinergia dei loro corpi, producono quella magica “camminata” che è il tango. Lo sfondo è sempre quello: la strada. I vicoli, le mura dei quartieri che modellano la città, ne costruiscono lo scheletro e si lasciano prendere vita dalla musica, la poesia e i movimenti che, insieme, si traducono in tango. Ecco l’abbraccio stretto del territorio con la cultura, il gemellaggio tra Napoli e Buenos Aires, tra le strade del nostro centro storico e quelle del (loro) porto, lo stesso porto che ha accolto tanti immigrati napoletani.

La serata di Tango a S. Chiara ha rinnovato tutto questo. Ha fatto ballare, al suono dell’ottima musica suggerita dai tre musicalizadores: LaTana (Fortuna Del Prete), El Gufo (Enrico Cafaro) e MrSat (Sabato Aranzitti), uniti alla voce calda di Juan Tomàs Ortiz. E ha fatto mangiare: una napoletanissima pasta e fagioli con le cozze e i tradizionali pagnottielli. Il maestro Fernando ha insegnato al pubblico le nozioni di base, ha preteso che chiudessero gli occhi, per abbozzare giochi d’improvvisazione, e poi danzare, tutti indistintamente, non importa il grado di esperienza. L’importante nel tango è chiudere gli occhi e abbandonarsi al luogo, il partner e il suono della musica intorno. Tutti uniti in un abbraccio, per un “Libero Tango in un Libero Spazio”.

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