(Video) Festival del giornalismo giovane, tra nuove esperienze e precariato
(Servizio: Daniela Giordano – Riprese e Montaggio: Carlo Maria Alfarano – Interviste e Foto: Antonella Cozzi)
La seconda giornata del Festival del Giornalismo Giovane è stata ricca di incontri ad alti contenuti. Il primo panel è stato dedicato al “Giornalismo scolastico e universitario” che ha raccolto le esperienze dei ragazzi delle web-radio universitarie e dei media studenteschi. Presentato da Tiziana Cavallo, fondatrice del progetto Ustation.it, il primo network italiano di media universitari e studenti reporter, ci si è soffermati sulla valenza dello student journalism e dell’esperienza che si acquisisce durante gli anni di formazione accademica, oltre che personale, ma che purtroppo non viene riconosciuta poi nel mondo del lavoro.
Il secondo panel della mattinata, sul “Giornalismo precario in Italia”, ha suscitato notevole interesse dei giovani che hanno riempito la sala e protratto il dibattito ben oltre l’orario programmato. Organizzato dal Coordinamento giornalisti precari della Campania e da quello romano Errori di stampa (rappresentati da Ciro Pellegrino e Valeria Calicchio), con la presenza del Presidente Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e dei giornalisti Amalia De Simone del Corriere della Sera e Valerio Ceva Grimaldi del quotidiano ecologista Terra, i toni sono stati immediatamente accesi, dal momento che si è parlato della gravissima situazione dei giornalisti precari in Italia, costretti a rincorrere editori non disposti a pagare gli articoli scritti, o al massimo tre euro per quelli pubblicati on line, perché ben ricompensati – come ha sostenuto di recente l’editore di Repubblica e L’Espresso, Carlo De Benedetti – dalla notorietà fornita firmando col proprio nome. Un’affermazione contestata dallo stesso Presidente Lucarelli che tanti anni di carriera da giornalista non li ha di certo fatti al solo scopo di diventare famoso, quanto piuttosto per informare e raccontare la verità dei fatti. E lo stesso discorso vale per Amalia De Simone quando racconta delle continue querele e minacce intimidatorie, la norma per un cronista, e per Valerio Ceva Grimaldi quando racconta di quelle nove (!!!) buste paga formalmente ricevute, ma effettivamente mai incassate dal giornale Terra e oggi in cassa integrazione. Dunque, equo compenso e Carta di Firenze sui diritti dei cronisti sono stati i temi che hanno tenuto acceso il dibattito e richiamati con forza dai portavoce dei coordinamenti. “Incrociate le braccia e non scrivete. Protestate a questa nuova forma di schiavitù” ha detto Valeria Calicchio.
Al coro si è unito anche il sindaco de Magistris, apparso per un breve intervento, affermando che il giornalista dovrebbe rispondere soltanto all’articolo 21 della Costituzione e non alle imposizioni di un editore che decide, in tutta arbitrarietà, cosa dovrebbe scrivere e cosa omettere. “Per avere pluralismo dell’informazione, ci vuole prima di tutto l’indipendenza, così come vale per la Magistratura, con cui ci vedo parecchie analogie. Pensate come sarebbe la giustizia se un magistrato non si trovasse a giudicare nell’autonomia della propria coscienza, ma di quella di altri” ha detto.





















