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(Video) Ennesimo spostamento chalet sul lungomare liberato

(Servizio di Daniela Giordano – Riprese e Montaggio: Carlo Maria Alfarano)

NAPOLI – Tempi rispettati (e addirittura anticipati!) per la costruzione dello stadio di tennis che ospiterà la grande sfida Italia-Cile di Coppa Davis, dal 14 al 16 settembre, alla Rotonda Diaz di Mergellina. Il campo di gioco, che avrebbe dovuto essere consegnato lunedì 20 agosto, era già pronto sabato 18 ad attirare la folla di curiosi a sbirciare attraverso la rete di protezione. All’appello mancano solo gli spalti per il pubblico e il collaudo del terreno di gioco da parte degli ispettori della federazione nei prossimi giorni, per considerare ufficialmente terminati i lavori. Degli spalti se ne occuperà una ditta partenopea, una struttura in ferro alta fino a 10 metri che riuscirà a contenere circa quattromila posti e avrà la forma di ferro di cavallo leggermente in pendenza, per garantire una buona visibilità a tutti, nonché la vista panoramica sul mare.

Se dunque, grazie alla sincronia dei tempi prestabiliti, l’umore della giunta comunale può definirsi alto, lo stesso non si può dire dei proprietari dei chioschetti presenti in piazza che dovranno spostarsi – non più tardi di lunedì – al pari di quanto già fatto lo scorso aprile per l’America’s Cup. Se quello è stato l’episodio che ha fatto esperienza, e oggi possono compiacersi di più tempo a disposizione per fare tutto in tempo, il morale resta ugualmente basso. Per oltre cinquant’anni e tre generazioni in famiglia, non si erano mai dovuti spostare, tanto da entrare a far parte a pieno titolo del panorama tipico di quel tratto di lungomare.

Con l’arrivo della giunta de Magistris la musica è cambiata. “Lungomare liberato” è stato quel motto ridondante ormai famoso e, dunque, tocca spostarsi. Stavolta, però, pare dovrà essere definitivo. Al termine della manifestazione, non si tornerà nell’angolino di sempre, ma non si sa nemmeno quale nuovo angolino si andrà a occupare. I proprietari, infatti, hanno lamentato la scarsa concertazione da parte della giunta su quello che sarà il progetto di riorganizzazione del lungomare e quale, quindi, la loro esatta ubicazione. C’è chi era arrabbiato, al punto da non voler lasciare dichiarazioni ai nostri microfoni perché l’argomento toccava ancora il nervo scoperto. Chi era abbastanza indifferente alle polemiche, a patto di ricevere poi le dovute comunicazioni e il posticino da occupare. E chi totalmente rassegnato agli eventi, tanto da lasciarsi cullare – non senza amarezza in bocca – dalla tipica filosofia del “chi vivrà vedrà”.

Perciò, d’ora innanzi, sarà un lungomare più che mai liberato, tanto che forse sarà il caso di dire “sgomberato”, la linea di confine è davvero sottile. Anche se, a dir la verità, quello che al momento pare ai miei occhi è principalmente un lungomare “occupato”. Occupato dagli ambulanti abusivi sui marciapiedi e dai noleggiatori di bici e risciò (che pure temo abusivi..). Dagli spalti dell’evento di turno, che sia il maxi schermo per la partita o il palco per le serate disco dell’estate. Ma soprattutto occupato dalla gente che, come ogni estate, si riversa in questo tratto di strada nella speranza di respirare un po’ di fresca brezza marina: a piedi, con i rollerblades, in bici o qualunque altro surrogato, a zigzagare in un percorso tutt’altro che rettilineo. E a prender confidenza con la mini pista ciclabile, anche lei fresca di tinteggiatura appena terminata questo mese.

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