(Video) Diaz, Don’t clean up this blood in uscita nelle sale
(Servizio e riprese video: Daniela Giordano – Montaggio: Carlo Maria Alfarano)
Arriva nelle sale cinematografiche il film “Diaz – Don’t clean up this blood”, diretto da Daniele Vicari e prodotto da Domenico Procacci per Fandango. Il film – Premio del Pubblico al Festival di Berlino, accolto alla fine della proiezione da una standing ovation – ha il merito di portare finalmente sul grande schermo i fatti accaduti a Genova, durante le contestazioni del G8 nel 2001, alla scuola Diaz e la Caserma Bolzaneto. In un paio d’ore, racconta il massacro operato dalla Polizia, durante l’irruzione notturna alla scuola, adibita a dormitorio, e le torture inflitte ai 93 arrestati, nei giorni successivi, all’interno della Caserma. Eventi che sono stati definiti da Amnesty International: “La più grave sospensione dei diritti umani in un paese occidentale, dopo la seconda guerra mondiale”. Il regista ha dichiarato di essersi attenuto unicamente agli atti processuali, nell’elaborazione della sceneggiatura con Laura Paolucci. Dunque, fatti inequivocabili, per scongiurare l’ennesimo film basato su ipotesi e congetture, che abbracci l’una o l’altra tesi. L’obiettivo era mostrare – e condannare – la sospensione dello Stato di diritto avvenuta in quei giorni. Sollevare le coscienze della gente comune, per infondere un dubbio e porre un reale interrogativo su come, e con quali metodi, uno Stato moderno – e sulla carta democratico – debba esercitare il proprio potere coercitivo. Lo stesso Stato, quello in cui viviamo, che non dispone ancora di una legge sul reato di tortura. Il tutto attraverso immagini crude, che si avvicinino il più possibile alla realtà degli avvenimenti raccontati dai testimoni nei processi che, finora, hanno condannato soltanto 44 dei 350 poliziotti coinvolti. Parole che sono emerse anche durante l’incontro con gli studenti de “L’Orientale”, organizzato dai ragazzi dell’Aula Flex la settimana scorsa, in occasione dell’anteprima che in serata il Cinema Modernissimo avrebbe proiettato. Un incontro interessante, che ha visto la partecipazione anche del produttore Procacci e di uno degli attori protagonisti, Davide Jacopini, e un collegamento telefonico con Haidi Giuliani, la mamma di Carlo, morto durante gli scontri di quelle giornate. Per non dimenticare una delle pagine più nere della storia italiana contemporanea.
