Usa, scossa magnitudo 5,9 in Virginia, perdita potenza in centrale nucleare
ROMA – Una scossa di terremoto di magnitudo 5,9, con epicentro in Virginia, è stata avvertita a Washington e a New York poco prima delle 14 locali. Per precauzione sono stati evacuati tra gli altri gli uffici del Pentagono e la sede del Congresso. Nella capitale statunitense molta gente è scesa in strada per la paura. L’epicentro è stato individuato dall’Usgs 6 chilometri a sud est di Louisa, località della Virginia (regione non sismica), a 134 chilometri dalla capitale statunitense, ed è molto superficiale, a una profondità cioè di un chilometro.
La scossa è stata sentita anche a New York e in Ohio, oltre che in moltissime città dell’East Coast, fino a Detroit e Toronto. Il Pentagono è stato evacuato per misura precauzionale, dopo che l’edificio ha tremato, come ha raccontato la corrispondente della Cnn che ha ricordato come l’edificio abbia tremato allo stesso modo dopo l’attacco dell’11 settembre. E che tutti temevano che fosse una nuova esplosione. Nella parte alta della città, c’è stato il crollo di alcuni frammenti dai pinnacoli della National Cathedral.
A New York molti edifici pubblici sono stati evacuati, compresi tutti i musei. Non ci sono segnalazioni di danni gravi o feriti. Sulle linee telefoniche i sono registrate diverse interruzioni e negli aeroporti nazionali e internazionali di Washington e New York molti i ritardi causati dal sisma.
L’epicentro si trova a una decina di miglia dalla centrale nucleare della North Anna Nuclear power plant. La compagnia che la gestisce, Dominion, ha comunicato che al momento del sisma si è interrotta la fornitura di elettricità, ma sono entrati automaticamente in funzione i generatori diesel. Un portavoce ha aggiunto che non vi sono danni visibili e che la fornitura di elettricità dovrebbe essere ristabilita a breve.
Un portavoce della Commissione per l’energia atomica, David McIntyre, spiega che «per quanto ne sappiamo, è tutto a posto». La centrale North Anna ha due reattori, che si spengono automaticamente in caso di terremoto, e ora sta utilizzando quattro generatori diesel per mantenere in funzione le operazioni di raffreddamento.
Nel centro di Washington tutta la zona tra Capitol Hill e il Mall, il cosiddetto federal Triangle, sede dei più importanti ministeri americani, è stata fatta evacuare. In pochi minuti è andata in tilt la rete telefonica, così come in parecchie zone della città anche la luce. Pompieri e protezione civile ha bloccato l’accesso a tutti i palazzi del centro, per fare le prime verifiche sulla stabilità degli edifici. Tutta l’area davanti alla Casa Bianca è stata transennata come anche di fronte a Capitol Hill. Dopo le prime scene di paura, con gente che è scoppiata in pianto in preda al panico, è tornata la calma. «Ero nel mio ufficio – racconta un funzionario appena uscito dal Tesoro – e ho sentito tremare tutto sotto la sedia. Sembrava che stesse passando un vagone della metropolitana, ma lì non ci sono linee vicine. Quindi è tremato tutto il palazzo e siamo usciti di corsa». Non aveva mai vissuto un’esperienza del genere: «Una volta nel ’93 qui a Dc c’è stata qualcosa ma io non me ne ricordo nemmeno. Oggi invece è stata forte eccome». La scossa è stata avvertita perfino nella lussuosa Martha’s Vineyard, luogo di vacanze scelto dal presidente Barack Obama e famiglia. (Il Mattino)
