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Tregua sui dazi: Trump frena per 90 giorni, l’Europa sospende le contromisure. Ma con la Cina è scontro frontale

Una tregua nella guerra commerciale, almeno sul fronte occidentale: Donald Trump ha annunciato una sospensione di 90 giorni sull’introduzione di nuove tariffe verso gli alleati, lasciando però inalterata la linea dura contro la Cina. Il gesto arriva dopo giorni di turbolenze sui mercati finanziari europei, culminate in perdite per oltre 446 miliardi di euro. Una mossa che ha spinto l’Unione Europea, per bocca della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, a congelare per tre mesi l’applicazione di 21 miliardi di euro in dazi su prodotti americani. La nuova fase prevede l’imposizione di un dazio uniforme al 10% su tutte le importazioni coinvolte. La Casa Bianca ha chiarito che tariffe inferiori saranno possibili solo in “casi straordinari”. Secondo fonti interne, oltre settanta Paesi avrebbero già manifestato la volontà di riaprire i tavoli negoziali con Washington per ristabilire rapporti commerciali più equilibrati. La risposta europea non si è fatta attendere. Bruxelles ha immediatamente annunciato la sospensione delle contromisure, allineandosi al gesto distensivo degli Stati Uniti. Lo scenario, tuttavia, resta complesso. L’incontro del prossimo 17 aprile tra la premier Giorgia Meloni e Donald Trump alla Casa Bianca si preannuncia decisivo per comprendere gli sviluppi futuri nei rapporti transatlantici. Sul tavolo, non solo commercio, ma anche la governance del mercato globale, la concorrenza e la tassazione delle multinazionali.

In Italia, il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi ha ribadito la posizione liberista del partito: “I dazi sono un boomerang – ha dichiarato – vogliamo arrivare a tariffe zero e alla creazione di un mercato unico USA-UE. Il crollo delle borse dimostra quanto sia dannosa una politica protezionista.” Per Nevi, la visita della premier rappresenta “un’opportunità fondamentale per rafforzare il dialogo con gli Stati Uniti”.

Se con l’Europa si assiste a una temporanea distensione, ben diverso è il clima con la Cina. In risposta ai dazi statunitensi che avevano già toccato il 104%, Pechino ha rincarato la dose, portando le proprie tariffe all’84%. Secondo fonti della CNBC, il totale delle tariffe USA sulla Cina ha raggiunto ora il 145%, includendo un 20% supplementare imposto precedentemente sul fentanyl. Nessun segnale di apertura è giunto finora da parte del governo cinese, che sembra invece deciso a inasprire lo scontro. Una tregua nella guerra commerciale, almeno sul fronte occidentale: Donald Trump ha annunciato una pausa di 90 giorni sull’introduzione di nuove tariffe verso gli alleati, lasciando però inalterata la linea dura contro la Cina. Il gesto arriva dopo giorni di turbolenze sui mercati finanziari europei, culminate in perdite per oltre 446 miliardi di euro. Una mossa che ha spinto l’Unione Europea, per bocca della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, a congelare per tre mesi l’applicazione di 21 miliardi di euro in dazi su prodotti americani.

La nuova fase prevede l’imposizione di un dazio uniforme al 10% su tutte le importazioni coinvolte. La Casa Bianca ha chiarito che tariffe inferiori saranno possibili solo in “casi straordinari”. Secondo fonti interne, oltre settanta Paesi avrebbero già manifestato la volontà di riaprire i tavoli negoziali con Washington per ristabilire rapporti commerciali più equilibrati.

La risposta europea non si è fatta attendere. Bruxelles ha immediatamente annunciato la sospensione delle contromisure, allineandosi al gesto distensivo degli Stati Uniti. Lo scenario, tuttavia, resta complesso. L’incontro del prossimo 17 aprile tra la premier Giorgia Meloni e Donald Trump alla Casa Bianca si preannuncia decisivo per comprendere gli sviluppi futuri nei rapporti transatlantici. Sul tavolo, non solo commercio, ma anche la governance del mercato globale, la concorrenza e la tassazione delle multinazionali. In Italia, il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi ha ribadito la posizione liberista del partito: “I dazi sono un boomerang – ha dichiarato – vogliamo arrivare a tariffe zero e alla creazione di un mercato unico USA-UE. Il crollo delle borse dimostra quanto sia dannosa una politica protezionista.” Per Nevi, la visita della premier rappresenta “un’opportunità fondamentale per rafforzare il dialogo con gli Stati Uniti”.

Se con l’Europa si assiste a una temporanea distensione, ben diverso è il clima con la Cina. In risposta ai dazi statunitensi che avevano già toccato il 104%, Pechino ha rincarato la dose, portando le proprie tariffe all’84%. Secondo fonti della CNBC, il totale delle tariffe USA sulla Cina ha raggiunto ora il 145%, includendo un 20% supplementare imposto precedentemente sul fentanyl. Nessun segnale di apertura è giunto finora da parte del governo cinese, che sembra invece deciso a inasprire lo scontro.

Nel frattempo, l’Unione Europea cerca di rinsaldare le alleanze internazionali. Ursula von der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro canadese Mark Carney, durante il quale ha riaffermato l’impegno comune per un commercio “aperto e prevedibile”. Tra i temi discussi, la necessità di una riforma del sistema commerciale globale e il rafforzamento della cooperazione all’interno dell’area Cptpp. Un segnale chiaro: l’Europa intende rispondere alle tensioni con pragmatismo, ma anche con un’agenda multilaterale chiara. Dal fronte delle opposizioni, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha lanciato un monito al governo: “Il negoziato deve essere europeo e unitario. Non si può lasciare a Trump lo spazio per dividere l’Ue con accordi bilaterali. La premier Meloni deve portare avanti una linea comune, investendo anche in un nuovo piano di sostegno all’economia europea, come lo strumento Sure durante la pandemia.”

Il prossimo trimestre si preannuncia cruciale per il futuro dell’economia globale. La tregua di Trump potrebbe aprire spiragli di negoziazione oppure rivelarsi una breve pausa in una guerra commerciale ancora lontana dalla fine. L’Europa, con la visita della premier Meloni a Washington e le mosse diplomatiche della Commissione, cercherà di posizionarsi come mediatore strategico, mentre lo scontro con la Cina rischia di diventare il vero epicentro del confronto globale. Nel frattempo, l’Unione Europea cerca di rinsaldare le alleanze internazionali. Ursula von der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro canadese Mark Carney, durante il quale ha riaffermato l’impegno comune per un commercio “aperto e prevedibile”. Tra i temi discussi, la necessità di una riforma del sistema commerciale globale e il rafforzamento della cooperazione all’interno dell’area Cptpp. Un segnale chiaro: l’Europa intende rispondere alle tensioni con pragmatismo, ma anche con un’agenda multilaterale chiara. Dal fronte delle opposizioni, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha lanciato un monito al governo: “Il negoziato deve essere europeo e unitario. Non si può lasciare a Trump lo spazio per dividere l’Ue con accordi bilaterali. La premier Meloni deve portare avanti una linea comune, investendo anche in un nuovo piano di sostegno all’economia europea, come lo strumento Sure durante la pandemia.”

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