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Scontri ad Atene, protesta per austerità

Scontri in Grecia

ATENE – La polizia greca ha disperso oggi una manifestazione nel centro di Atene contro le misure di austerità lanciando gas lacrimogeni. I manifestanti, un gruppo di giovani, lanciavano bastoni e bottiglie contro gli agenti in piazza Syntagma.

Oggi e domani la Grecia sarà di nuovo paralizzata dal primo sciopero generale di 48 ore della sua storia proclamato dai due maggiori sindacati del Paese, l’Adedy e la Gsee, che raggruppano rispettivamente i dipendenti del settore pubblico e quelli del settore privato, allo scopo di impedire da parte del Parlamento l’approvazione del Programma Economico a Medio Termine, varato dal governo in collaborazione con i rappresentanti dei creditori, che prevede rigide misure di austerità e sacrifici per tutti i greci.

GAS LACRIMOGENI CONTRO MANIFESTANTI AD ATENE – La polizia greca ha disperso oggi una manifestazione nel centro di Atene contro le misure di austerità lanciando gas lacrimogeni. I manifestanti, un gruppo di giovani, lanciavano bastoni e bottiglie contro gli agenti in piazza Syntagma.

UE, SOLO CON SI’ A PIANO SI EVITA DEFAULT – “Il solo modo per evitare un immediato default” della Grecia è “l’approvazione del nuovo piano” di austerity da parte del Parlamento di Atene. Questo l’appello lanciato oggi dal commissario Ue per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, in vista del cruciale appuntamento Parlamentare.

Rehn, rivolgendosi esplicitamente a chi ”specula” sull’esistenza di altre opzioni, avverte: ”Non c’e’ un piano B per evitare il fallimento”. L’unica strada percorribile e’ quella incentrata sul nuovo programma di sacrifici e riforme. L’Ue, ribadisce il commissario, ”continua a essere pronta ad aiutare la Grecia”. Ma l’Europa lo potra’ fare ”solo se la Grecia aiutera’ se stessa”. Ora i greci e i loro rappresentanti democraticamente eletti sono davanti a una ”scelta cruciale”, sottolinea Rehn. ”La riforma del’economia e’ sicuramente una sfida” non facile, ma ”resta sempre un’alternativa migliore al fallimento che colpirebbe soprattutto i piu’ svantaggiati e vulnerabili”. Il commissario lancia quindi l’ennesimo appello ai leader politici greci affinche’ ”si assumano le loro responsabilita”’ e creino il ”consenso politico” necessario per far superare a tutto il Paese l’attuale crisi. E ricorda che solo con l’approvazione del piano da parte de Parlamento l’Ue e il Fmi potranno procedere all’erogazione della quinta tranche da 12 miliardi del prestito da 110 miliardi di euro concesso nel maggio del 2010.

VAN ROMPUY, ORE DECISIVE – Le prossime ore saranno “decisive” non solo per la Grecia, ma anche per l’eurozona. Lo ha detto il presidente permanente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Nel corso del suo intervento al Parlamento Ue, Van Rompuy ha aggiunto che quanto avverrà in Grecia avrà un impatto anche sull’economia mondiale.

TRICHET, DECISIONE SU PIANO FRANCIA A GOVERNI – La decisione sul piano proposto dalla Francia per rinegoziare i termini del debito greco spetta alla discussione dei governi. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, secondo quanto riferisce l’agenzia Bloomberg, precisando che la posizione della Bce sulla Grecia non è cambiata. “Ci sono numerose proposte all’esame”, ha detto Trichet parlando ad Amsterdam, spiegando che la Bce non parteciperà al piano per il debito della Grecia. “Stiamo osservando quello che accade, noi abbiamo una posizione chiara come consiglio direttivo. La decisione è presa dai governi stessi e poi noi abbiamo la nostra posizione”. “Quando avremo un parere dei governi, lo confronteremo con quello che abbiamo detto essere la posizione del consiglio direttivo”, ha aggiunto. (Ansa)

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