Scampia, un percorso per uscire dal tunnel
NAPOLI (di Giuliano Pennacchio) – Oggi la riunione del Consiglio municipale di Scampia è stata convocata in forma straordinaria. I morti della nuova faida di camorra (almeno sei negli ultimi mesi) per il controllo delle piazze di spaccio del quartiere a nord di Napoli hanno riacceso i riflettori dei media.
Si è ritornati a parlare di Scampia, del tessuto sociale sano che è la maggior parte del quartiere, della difficoltà di estirpare il cancro della droga; un film già visto. La discussione del parlamentino dell’Ottava municipalità di Napoli ha tentato superare le banalità ed i luoghi comuni che dipingono gli abitanti del posto come incalliti pistoleri, puntando su pochi obiettivi. Il più importante è stato annunciato (in rappresentanza del Comune di Napoli) dal vice sindaco Tommaso Sodano: avviare un percorso di ascolto con l’area nord di Napoli con un appuntamento mensile tra amministrazione partenopea e cittadini del posto. Tutte le mille emergenze sociali, che si evidenziano sul territorio, saranno affrontate in fasi successive; a partire da quella del lavoro. In sala era presente, inoltre, una folta delegazione dei Disoccupati dell’Area Nord e dei Bros (cittadini formati per affrontare tematiche ambientali).
Il lavoro e le misure di sostegno al reddito rappresentano il primo antidoto contro la criminalità; il Comune e la Municipalità hanno poche competenze su questo terreno, ma possono promuovere pronunciamenti della Regione Campania, del Governo Centrale. I disoccupati della zona nord di Napoli spingono in tal senso; così come le associazioni, i partiti della sinistra e del centro sinistra che pongono la necessità di delineare uno nuovo modello di sviluppo per le grandi periferie urbane delle città. La Regione Campania e la Provincia di Napoli,oggi a Scampia, possono anch’esse giocare un ruolo in tal senso.
Da Scampia un monito a superare l’assistenzialismo e la richiesta di riqualificare il territorio, a partire dall’abbattimento delle Vele, che in tutti questi anni hanno rappresentato un vero e proprio monumento al degrado urbano.
La faida di camorra preoccupa molto. La sensazione è che non basteranno misure come la video sorveglianza davanti alle scuole o l’aumento del numero dei vigili e delle forze di polizia sul territorio. Questa volta la posta in gioco è più un’alta. Per impedire che la passività dei cittadini aumenti, sconfiggere il senso comune che la politica fa schifo e i partiti sono tutti uguali, occorrerà voltare pagina e tracciare un percorso partecipativo, che veda in primo piano la nascita di un piano per il lavoro e di sostegno al reddito; in questo modo si porranno le condizioni uscire dal tunnel.
