Save the Children, nel mondo sono 350 milioni i bimbi mai visitati

ROMA – Sono 350 milioni i bambini nel mondo che nel corso della loro vita non verranno mai visitati da un operatore sanitario, sia esso dottore, infermiere oppure operatore di comunita’. E’ quanto emerge dal rapporto ”Accesso vietato – Perche’ la grave carenza degli operatori sanitari ostacola il diritto alla salute dei bambini”, presentato oggi a Roma da Save the Children in occasione del rilancio della campagna Every One per dire basta alla mortalita’ infantile. Ogni anno, sottolinea l’ong, quasi 8 milioni di bambini muoiono prima di compiere i 5 anni soprattutto per complicazioni post parto (21%), polmonite (18%), malaria (16%) o diarrea (15%), a cui si aggiunge l’impatto della malnutrizione, concausa di un terzo dei decessi infantili, e delle emergenze umanitarie. Secondo l’organizzazione, dove ci sono pochi operatori sanitari un bambino rischia 5 volte di piu’ di perdere la vita prima dei 5 anni. ”Un miliardo di persone non vedono un operatore sanitario nel corso della loro vita”, denuncia il presidente di Save the Children Italia, Claudio Tesauro. Per questo servirebbero 3,5 milioni di operatori in piu’, incluse 350 mila ostetriche. Se solo ci fossero queste ultime, osserva Tesauro, ”1,3 milioni di neonati potrebbero essere salvati”.
Per assicurare un’assistenza sanitaria di base, si stima che occorrano 23 operatori sanitari ogni 10 mila persone, ma – rileva l’ong – 61 paesi, di cui 41 in Africa, sono al di sotto di questa soglia. La maglia nera per numero di operatori e per l’impatto che questi hanno sull’assistenza ai bambini va al Ciad e alla Somalia. Brillano invece Svizzera, Finlandia, Irlanda e Norvegia. In Somalia ci sono 1,5 operatori ogni 10 mila persone, in Norvegia 188 (uno ogni 53 abitanti). In Guinea, Somalia e Niger il rapporto e’ rispettivamente di un operatore ogni 7.143, 6.667 e 6.250 abitanti. Un quarto del peso delle malattie mondiali grava sull’Africa, ma sul continente, conclude Save the Children, lavora solo il 3% dei dottori, delle infermiere e delle ostetriche del mondo.
”Una societa’ che non si impegna fino in fondo per tutelare l’infanzia e’ una societa’ arida e senza futuro”. Ne e’ convinto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che in un messaggio di saluto a Save the Children, in occasione del rilancio della campagna Every One per dire basta alla mortalita’ infantile, sottolinea che ”la rilevanza di questo tema impone a tutti noi – istituzioni, governi, associazioni, cittadini – un’attenzione costante ed efficace”. Secondo Fini ”si tratta di un impegno innanzitutto morale e culturale che deve radicarsi nella mentalita’ e nelle coscienze di tutti, nella convinzione che il livello di civilta’ della comunita’ umana, la sua ricchezza ideale e la sua capacita’ di migliorarsi dipende anche dalla capacita’ di tutelare sempre e in ogni luogo i soggetti piu’ deboli”. Situazioni di ”grave disagio – osserva il Presidente della Camera – non mancano neppure nei paesi piu’ avanzati, a partire dal nostro; da questo punto di vista sarebbe illusorio pensare che la triste realta’ dell’infanzia deprivata riguardi societa’ lontane. E’ indubbio tuttavia che le situazioni piu’ gravi riguardino innanzitutto il terzo mondo”. Quindi, ”combattere la malnutrizione infantile, le condizioni di poverta’ e di grave arretratezza igienico sanitaria e aiutare la maternita’ nelle aree economicamente e socialmente svantaggiate costituisce un dovere morale per quanti credono nel progresso e nell’equita’ sociale”. ”L’Italia – conclude Fini – condivide con altri Stati una fase economica critica. Sono certo tuttavia che il nostro Paese, da sempre sensibile ai diritti dei fanciulli, possa continuare a sostenere un sempre piu’ intenso impegno degli Stati e dei governi a favore di una politica che affermi con forza i diritti dei bambini, garantendo a ciascuno di loro un’esistenza serena e dignitosa”.
”Le cifre ci dicono che ogni 4 secondi nel mondo muore un bambino che non ha ancora compiuto 5 anni, per un totale di oltre 8 milioni di bambini in un anno. La campagna Every One ci dice che con Save the Children siamo tutti mamme: perche’ salvare un bambino e’ come farlo rinascere”. E’ quanto afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, in un messaggio di saluto inviato a Save the Children in occasione del rilancio della campagna Every One per dire basta alla mortalita’ infantile. ”Non vi parlero’ della crisi economica e finanziaria che continua a flagellare quasi tutti i paesi industrializzati – scrive Letta – e che ci impone cautela nelle parole e nelle promesse, ma e’ un dato di fatto incontrovertibile che esiste e frena ogni tipo di aiuto. Desidero pero’ essere il primo a credere e a voler investire nel rilancio di Every One e del nostro paese, delle nostre imprese, della nostra capacita’ di crescere e aiutare gli altri. Ci impegneremo a fare tutto cio’ che e’ possibile”. Letta ricorda che ”nel nostro paese molti volti famosi dello spettacolo hanno aderito alla campagna; alcune grandi aziende, anche a carattere familiare, hanno sostenuto e continuano a sostenerla e moltissimi privati cittadini con i loro sms hanno consentito l’avvio se non la realizzazione di numerosi progetti” e ”io – aggiunge – sono felice e orgoglioso dei risultati raggiunti”. Gli obiettivi del Millennio 4 e 5 per ridurre la mortalita’ infantile e materna, conclude Letta, sono stati ritenuti ”prioritari” nei G8 di L’Aquila, Canada e Francia, ma ”tutti sappiamo che essi registrano il maggior ritardo verso il raggiungimento”.
La campagna Every One contro la mortalita’ infantile promossa da Save the Children e’ ”un’iniziativa di fondamentale importanza nell’ambito degli sforzi intrapresi dalla comunita’ internazionale” per ridurre il fenomeno. Lo afferma il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, in un messaggio di saluto all’ong, impegnata oggi a Roma con il lancio della campagna. ”Da sempre – sottolinea il ministro – sono personalmente molto attento al tema dei diritti dell’infanzia e ho cercato di dare in ogni possibile occasione il mio convinto sostegno a tutte le iniziative che si propongono di rafforzare la tutela dei minori e di promuoverne il benessere, specie in quelle zone del mondo ove essi rappresentano le vittime piu’ deboli del sottosviluppo e dell’ingiustizia sociale”. Tra il Mae e Save the Children, ricorda Frattini, ”si e’ avviato un intenso rapporto di partenariato” su ”tematiche importanti e delicate, quali la sanita’ infantile e l’inclusione sociale dei bambini disabili e vulnerabili”, che sono ”settori prioritari per l’attivita’ di aiuto allo sviluppo della Farnesina, come peraltro chiaramente indicato nelle linee guida strategiche della cooperazione italiana”. ”Da allora – aggiunge Frattini – questo Ministero tramite la direzione generale per la cooperazione allo sviluppo ha contribuito al finanziamento di numerosi progetti dell’ong per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro concentrati prevalentemente in Africa e nei Balcani”. ”Numerosi” anche ”gli eventi di sensibilizzazione di Save the Children in sinergia con la cooperazione italiana”, come ”l’azione volta al miglioramento delle condizioni sanitarie e nutrizionali dei bambini sotto i 5 anni nelle aree rurali in Malawi, ovvero il progetto di inclusione dei bambini con disabilita’ nella scuola dell’infanzia e primaria del Kosovo o ancora le iniziative volte al rafforzamento dei sistemi di assistenza e supporto per gli orfani e gli altri bambini vulnerabili e le loro famiglie in Mozambico”. (Ansa)
