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Santoro-La7, trattative interrotte

Michele Santoro

ROMA – Interrotte le trattative per il passaggio di Michele Santoro a La7. Lo comunica Telecom Italia Media parlando di “inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore”. Più o meno in conteporanea, Lucia Annunziata annuncia “dimissioni definitive” in polemica con il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini. Non ci sarà, dunque, una nuova edizione del programma della giornalista In mezz’ora. Articolo 21 lancia la sottoscrizione di un appello per salvare Reportdi Milena Gabanelli su RaiTre, Saviano e Benigni tra i primi firmatari in un elenco che comprende anche Nicoletta Braschi, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri, Vinicio Capossela, Dario Fo, Franca Rame, Fiorella Mannoia, Michele Serra, Natalia Aspesi, Giancarlo De Cataldo, Caparezza.

A meno di un mese dal divorzio dalla Rai, seguìto dal grande successo dell’evento di Bologna “Tutti in piedi”, e soprattutto dopo le voci che volevano la trattativa fra Santoro e La7 in dirittura d’arrivo, ecco invece lo stop. Santoro è durissimo. “Siamo di fronte a una nuova, eloquente e inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse – dice – un accordo praticamente concluso, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale. Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni, ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 a ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”.

“Improvvisamente – prosegue Santoro – ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione. Ricordiamo a tutti che il dottor Stella, amministratore delegato di Timedia, aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva alcun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse a impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”.

“Per tornare a crescere – conclude Santoro – l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di “Tutti in piedi”, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia”.

Eppure, come ricorda Santoro, il suo approdo a La7 sembrava cosa fatta. Era il 23 giugno quando Stella,presentando i palinsesti autunnali  e annunciando l’arrivo sulla rete di Roberto Saviano e, in prospettiva, di Fabio Fazio, considerava prossimo anche l’accordo con il giornalista. Il definitivo salto di qualità per la rete trainata in alto nell’auditel dall’esponenziale crescita di audience del Tg di Enrico Mentana nella stagione televisiva appena conclusa.

La sponda ideale per Santoro, La7, al termine di una stagione trionfale per Annozero su RaiDue in termini di pubblico e raccolta pubblicitaria, chiusa dall’anchorman in diretta con l’ultima provocazione al cda Rai (“un euro a puntata e rifaccio Annozero“) e un divorzio dall’azienda che evidenzia quanto le pressioni della politica contino più dei conti e della qualità della tv di Stato. E quanto anche la cosiddetta “P4″e il faccendiere” Bisignani si fossero adoperati per allontanare Santoro dalla Rai. Per Santoro a La7, spiegava Stella, non era una questione di soldi, ma esistevano difficoltà. Un contratto “non facile – aveva sottolineato – Santoro è un volto di pregio e giustamente vuole avere delle tutele”. Oggi, dunque, la rottura per “inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore”. Notizia che ha avuto immediati riflessi negativi sul titolo Timedia in Borsa: già in calo dell’1,15%, piomba a -4,59%, a 0,2164 euro, a causa dei nuovi ordini di vendita.

Scontro Annunziata-Ruffini. Alle dimissioni irrevocabili di Lucia Annunziata segue il botta e risposta tra la giornalista e il direttore di RaiTre. “Lunedì 27 giugno – spiega la Annunziata – Ruffini ha comunicato in comitato editoriale-aziendale di ritenere impossibile continuare a lavorare con me dopo la mia intervista alMessaggero e ha chiesto alla Rai la possibilità di trasferirmi su altre reti. Ho preso atto e ho presentato questa mattina le mie dimissioni al direttore generale Lorenza Lei. Il dg mi ha chiesto se poteva trovare altre strade. Ho detto no, le mie dimissioni sono definitive”. Il direttore di RaiTre prende atto della decisione “unilaterale” della giornalista “a seguito di una polemica unilaterale” e di “affermazioni offensive che si commentano da sole”. Poi torna sull’intervista della conduttrice al Messaggero del 22 giugno scorso. “Lucia Annunziata (che fino al giorno prima aveva concordato le innovazioni da apportare al suo programma, previsto in onda dall’11 settembre  e presente nel filmato aziendale presentato agli investitori pubblicitari) ha pubblicamente affermato di non voler più lavorare a RaiTre accusando la rete di ‘cose che proprio non vanno, piccole mafie, rapporti non chiari, privilegi attribuiti non secondo il merito’, e dichiarando di ‘non volere più avere a che fare’ con le persone che vi lavorano”.

Lerner e Mentana: “Perché tanta fretta?”. Gad Lerner ed Enrico Mentana si augurano che la trattativa tra Timedia e Santoro possa riprendere e, soprattutto, si chiedono: “Che bisogno c’era di decidere e annunciare con questa fretta lo stop alla trattativa con Santoro?”.

Fnsi: “Conflitto di interessi, far saltare la cappa”
. Per Roberto Natale, presidente della Fnsi ed ex segretario di Usigrai, la vicenda Santoro-La7 assieme alle intercettazioni in cui “alti dirigenti Rai sono impegnati a favorire l’azienda concorrente e il presidente del Consiglio suo proprietario”, trasmettono la stessa, “opprimente impressione” di una “cappa che da anni il conflitto di interessi fa gravare sulla tv italiana, sul lavoro dei giornalisti, sulle logiche di mercato” e sul “diritto dei cittadini di vedere da qualche parte in onda una trasmissione apprezzatissima”. “Questa cappa va fatta saltare – afferma Natale -, perché inquina la vita democratica” e “ci sono tutte le condizioni perché i cittadini (e tra di loro tanti di noi giornalisti) tornino ad affermare in modo visibile e potente il loro no, la loro richiesta di libertà. L’aria dei referendum soffia anche per quel bene comune che è l’informazione”.

“Rai, richiama Santoro”. Lo chiede l’Idv, con una nota di Leoluca Orlando, lo chiedono il senatore Pd Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. “Sarebbe quantomai opportuno che il gruppo dirigente della Rai riconvocasse immediatamente Santoro e la sua squadra e accogliesse la disponibilità piu volte manifestata a rientrare perfino al costo di 1 euro” affermano Vita e Giulietti, ricordando l’interesse confermato dal direttore di RaiDue Massimo Liofredi alla presenza di Santoro nella sua rete. Orlando parla anche di “pericolosi colpi di coda” del “regime berlusconiano”. “E’ chiaro a tutti  – dichiara il portavoce di Idv – che l’editto bulgaro emanato dal presidente del Consiglio nei confronti di trasmissioni sgradite a Palazzo Chigi come Annozero non solo è ancora in vigore, ma ha ormai superato il duopolio Rai-Mediaset”. (Repubblica)

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