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Roma, pacchi bomba: colpite le ambasciate

ROMA Sono in corso verifiche in tutte le ambasciate e sedi diplomatiche a Roma. La questura in stretto contatto con il ministero degli Esteri sta attivando ed eseguendo le verifiche in tutte le sedi diplomatiche presenti nella capitale dopo l’esplosione di due pacchi bomba all’ambasciate di Cile e Svizzera e il rinvenimento di un pacco sospetto alla rappresentanza ucraina. Un pacco esplosivo recapitato presso l’ambasciata svizzera a Roma ha provocato il ferimento di un addetto della sede diplomatica. Sul posto i carabinieri. L’uomo, ferito gravemente, e’ stato trasportato in ospedale da personale del 118.

Secondo i primi accertamenti l’addetto alla sede diplomatica svizzera sarebbe stato investito dall’esplosione subito dopo avere aperto il pacco. L’impiegato é stato portato in codice rosso all’ospedale Umberto I ed è gravemente ferito ad entrambe le mani. Alla sede dell’ambasciata, in via Barnaba Oriani ai Parioli, sono arrivati i carabineri per effettuare i rilievi.

Rischia di perdere la mano sinistra l’addetto all’ambasciata svizzera investito dall’esplosione. L’uomo, 53 anni, è ricoverato al Reparto di chirurgia generale del Policlinico Umberto I e verrà sottoposto ad un intervento.

SI SEGUE PISTA ANARCHICA, 3 IN CARCERE SVIZZERA – Anarchici italiani che avrebbero legami con alcuni detenuti del nostro paese rinchiusi nelle carceri svizzere. Sarebbe questa la pista privilegiata seguita dagli investigatori che stanno indagando sul pacco bomba esploso all’ambasciata svizzera di Roma. Analisti ed esperti di antiterrorismo e intelligence, dalle prime informazioni raccolte, sembrerebbero infatti non avere dubbi sulla matrice anarchica dell’attentato. Anche se al momento non risulterebbe esserci alcuna rivendicazione né vi sarebbero legami con i precedenti pacchi bomba spediti alle principali cancellerie europee. In particolare, viene fatto notare da fonti qualificate, nelle carceri svizzere sono detenuti diversi anarchici italiani: tra questi Costantino Ragusa, Silvia Guerini e Luca Bernasconi, uno svizzero ticinese ma residente in Italia. I tre sono stati arrestati dalle autorità svizzere lo scorso 15 aprile con l’accusa di preparare un attacco contro una sede svizzera dell’Ibm. I tre, secondo le autorità svizzere, farebbero parte di un gruppo di eco-terroristi denominato ‘Il silvestre’ e nella loro auto sarebbero state trovate ingenti quantità di esplosivo. Nelle carceri elvetiche è detenuto anche Marco Camenish, lo storico anarco-insurrezionalista svizzero arrestato proprio in Italia, nel 1991, dopo un conflitto a fuoco con la polizia. E proprio nei giorni scorsi Camenish ha fatto nel carcere dove è detenuto uno sciopero della fame in solidarietà ai tre arrestati il 15 aprile. (Ansa)

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