Rifiuti, manifestazione dei comitati contro il piano regionale

NAPOLI (di Daniela Sasso) – E’ partita dal Centro Direzionale la manifestazione organizzata dal Comitato dei cittadini di Napoli Est contro il Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani, promosso dalla Giunta della Regione Campania (Caldoro), in accordo con il Comune (il sindaco Iervolino) e la Provincia di Napoli, che prevede la realizzazione di ben TRE DISCARICHE – il depuratore di Ponticelli, il Palasport di Gianturco, costato soldi ai contribuenti e che non accoglierà atleti bensì immondizia e la terza discarica a Via S. Maria del Pianto a Poggioreale – ed un INCENERITORE, il tutto concentrato nella zona di Napoli Est, già definita SIN , ovvero “sito di interesse nazionale” per il notevole tasso di inquinamento ambientale di terra, aria e mare con il conseguente incremento, in questa zona , di tumori, ictus, infarti e malattie dei neonati.
La devastazione di questi territori è da attribuire a tutte le Amministrazioni, a prescindere dal colore politico, come di tutta la classe politica è sempre stata la responsabilità per la volontà di NON risolvere davvero, alla radice, l’ “emergenza rifiuti” che, da ben 17 anni, attanaglia ed uccide la nostra Regione insieme ai suoi abitanti.
Nonostante la Manifestazione Regionale tenutasi il 9 aprile, organizzata dal Comitato dei cittadini campani per un Piano alternativo dei rifiuti, il 16 aprile è stato pubblicato, sulla Gazzetta europea, il bando d’ appalto per l’ affidamento dei lavori di realizzazione e di gestione di un inceneritore a Napoli Est.
Per chi si interroga sulle modalità di finanziamento di tale appalto – soprattutto considerando i 450milioni di euro messi a disposizione della Regione Campania per la gestione dell’ emergenza rifiuti , ma bloccati dall’ UE stessa per mancanza di fiducia verso la nostra classe dirigente – può risultare interessante sapere che c’ è già una società comunale ad hoc: la NEAM (Napoli Energia Ambiente) che ha un capitale di 500mila euro e che verrà inglobata per il 49% dall’ impresa privata che vincerà l’ appalto per la costruzione e la gestione del suddetto inceneritore e che ammortizzerà l’ ulteriore spesa – il costo per l’ inceneritore è stato stimato tra i 250 e i 280 milioni di euro – tramite la vendita di energia elettrica.
I cittadini di Napoli Est manifestano per dire NO A DISCARICHE E AD INCENERITORE e si ad un Piano di gestione dei rifiuti urbani che sia virtuoso, che sia rispettoso della vita e che si fondi su: riduzione a monte degli imballaggi, raccolta differenziata porta a porta che arrivi al 100% (a Bagnoli è già giunta al 91%), costruzione di un impianto di compostaggio (la Campania ne è priva) che trasformi la porzione umida dei rifiuti in compost – ovvero, fertilizzante da restituire alla terra – di impianti di trattamento meccanico manuale, per recuperare la porzione secca indifferenziata. Quindi, RICICLO, RIUTILIZZO e RECUPERO TOTALE DELLA MATERIA; nonché BONIFICHE a vita delle terre avvelenate. Tutto ciò con l’ obiettivo di puntare a ridurre il tasso d’ inquinamento e le malattie ad esso correlate, diminuire la TARSU (la tassa sui rifiuti che noi cittadini paghiamo a costi sempre più elevati), incrementare le possibilità occupazionali che un simile piano virtuoso di gestione dei rifiuti comporterebbe ed evitare che la questione “monnezza” continui ad essere ancora, dopo 17 lunghi anni, appannaggio indiscriminato dei biechi interessi della nostra classe dirigente e della camorra.
