Ponte sullo Stretto, inchiesta della Procura di Roma: tre indagati per presunta corruzione
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito delle procedure relative al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. L’indagine, coordinata dai magistrati capitolini e affidata ai Carabinieri del ROS, riguarda tre persone che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero tentato di influenzare l’esame di legittimità svolto dalla Corte dei Conti sul progetto definitivo dell’opera infrastrutturale.
Nella giornata odierna sono state eseguite perquisizioni tra Roma, la provincia di Reggio Calabria e quella di Frosinone. Gli investigatori hanno sequestrato documenti e dispositivi elettronici che saranno analizzati nelle prossime settimane per verificare la fondatezza delle accuse.
Chi sono gli indagati
Tra gli indagati figura un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, collocato in quiescenza nel febbraio 2026. Coinvolti nell’inchiesta anche un avvocato calabrese, già componente del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa, e un imprenditore reggino residente a Roma.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due avrebbero avvicinato il magistrato contabile promettendogli sostegno per future nomine in enti pubblici dopo il pensionamento, in cambio di un intervento favorevole sulla procedura relativa al Ponte sullo Stretto.
Le contestazioni della Procura
Gli inquirenti sostengono che i tre indagati abbiano agito in concorso con l’obiettivo di condizionare le valutazioni della Corte dei Conti sul progetto. L’ipotesi accusatoria comprende anche tentativi di contatto con altri magistrati ritenuti influenti ai fini della procedura e la divulgazione di informazioni riservate coperte da segreto d’ufficio.
Secondo la Procura, il magistrato avrebbe fornito aggiornamenti costanti sull’andamento dell’iter di controllo, rivelando orientamenti interni dei colleghi e dettagli relativi alle discussioni svolte in Camera di Consiglio.
Particolare attenzione viene riservata alla decisione sfavorevole adottata dalla Corte dei Conti il 29 ottobre 2025. Dopo quel pronunciamento, l’ex magistrato avrebbe manifestato la disponibilità a predisporre una memoria tecnica nell’interesse della società Stretto di Messina Spa, esprimendo al contempo interesse per futuri incarichi di vertice in organismi pubblici.
Le intercettazioni
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano alcune intercettazioni ambientali. In una conversazione riportata negli atti, l’ex magistrato avrebbe definito la situazione relativa al progetto come «critica», aggiungendo però che lui e i suoi interlocutori stavano continuando a seguire da vicino la vicenda.
Secondo la ricostruzione della Procura, tali conversazioni suggerirebbero una conoscenza approfondita della documentazione interna relativa all’istruttoria sul Ponte e l’esistenza di report riservati destinati a soggetti esterni interessati all’esito della procedura.
Gli inquirenti evidenziano inoltre che il magistrato, prossimo al pensionamento, avrebbe manifestato interesse per incarichi di prestigio in enti pubblici o società partecipate, ritenendo utile il sostegno di figure influenti per raggiungere tali obiettivi.
Il contesto del progetto
L’inchiesta si inserisce in una fase particolarmente delicata per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Negli ultimi mesi, infatti, la Corte dei Conti aveva espresso rilievi che hanno rallentato l’iter autorizzativo dell’opera, mentre il Governo e la società concessionaria sono impegnati nel tentativo di superare gli ostacoli amministrativi e tecnici ancora presenti.
Recentemente è inoltre emerso che la società Stretto di Messina Spa dovrà restituire circa 12 milioni di euro di finanziamenti europei ottenuti sulla base di informazioni successivamente ritenute non corrette riguardo ai tempi di realizzazione dell’infrastruttura.
Le reazioni politiche
L’apertura dell’inchiesta ha immediatamente acceso il confronto politico. Esponenti dell’opposizione hanno definito le ipotesi investigative estremamente gravi, chiedendo piena trasparenza sulle procedure adottate per l’approvazione del progetto e sulle interlocuzioni intercorse tra Governo, società concessionaria e Corte dei Conti.
Secondo i critici dell’opera, l’indagine rende necessario un approfondimento complessivo sull’intero iter amministrativo del Ponte, anche alla luce dell’entità delle risorse pubbliche previste per la realizzazione dell’infrastruttura.
Le indagini della Procura di Roma proseguiranno ora attraverso l’analisi del materiale sequestrato e l’esame degli ulteriori elementi raccolti dagli investigatori. Come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

