Pomigliano, ricorso rigettato per i “19”
NAPOLI – Fabbrica Italia Pomigliano puo’ attuare le 19 procedure di mobilita’, ma non potra’ licenziare i 19 iscritti alla Fiom assunti lo scorso 28 novembre su disposizione della Corte d’Appello di Roma. E’ quanto scritto nella sentenza del giudice del Tribunale di Roma, Elena Boghetich, che ha rigettato il ricorso presentato dai metalmeccanici della Cgil contro le procedure di mobilita’, per ”difetto di legittimazione attiva degli intervenienti”, in quanto ”la valutazione del pregiudizio richiede che il momento perfezionativo dell’atto sia compiuto”. E intanto scoppia la polemica dopo un’affermazione del leader della Fiom Landini che paragona i 19 agli ‘ebrei sotto il nazismo’ per la fascia al braccio che indica che stanno facendo formazione. Il giudice ha rigettato il ricorso, ma ha anche sottolineato l’attuazione dell’ordinanza della Corte d’Appello che sancisce la presenza nella newco di 145 metalmeccanici della Cgil e che obbliga a mantenere la percentuale di iscritti alla Fiom in fabbrica, ma dalla quale, pero’, ”non appare conseguire l’obbligo per l’impresa di mantenere un determinato numero di lavoratori nell’organico aziendale”. Ed ora a rischiare il licenziamento saranno 19 lavoratori della newco non iscritti alla Fiom, anche se i lavoratori sembrano essere tranquilli. Per le tute le blu di Pomigliano, adesso e’ sicuro che ci sara’ una fusione tra la newco e la Fiat group automobilies e – dicono – torneremo tutti insieme; il nostro contratto – e’ la loro opinione – e’ stato allargato a tutto il gruppo Fiat e la Fip non ha piu’ senso. Una soluzione non esclusa da Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim, il quale sostiene che si stanno costruendo ”le condizioni sindacali per andare oltre il periodo di cassa integrazione superando il dualismo societario presente a Pomigliano (FIP e Fga)”. I 19 iscritti alla Fiom, intanto, continuano i corsi di formazione e secondo il segretario nazionale, Maurizio Landini, sarebbero trattati ”come gli ebrei sotto il nazismo. Gli hanno messo un braccialetto con scritto ‘operai in formazione’ – ha detto – Uno puo’ anche ridere, ma a me e’ venuto in mente che quelle cose li’ le facevano contro gli ebrei”. Dal Lingotto, invece, hanno spiegato che tutte le oltre 2.000 persone assunte in Fip hanno utilizzato la fascia per segnalare che si tratta di dipendenti che stanno completando la formazione. Dalla Uil, intanto, l’attacco alla Fiom di Luigi Angeletti il quale ha sostenuto la Fiom ”da molto tempo ha smesso di fare sindacato e si e’ tramutata in un collegio di avvocati”. Dalla Fiom, invece, sostengono che la sentenza e’ un regalo ”fatto alla Fiat dagli altri sindacati”. ”Ora dovranno spiegare ai 2.000 lavoratori che cio’ che e’ stato firmato due anni fa non vale piu’ – ha affermato Landini – gli altri sindacati, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, hanno firmato a Pomigliano un verbale che riconosce che ci sono piu’ di 2.000 esuberi”. Affermazione che ha provocato l’indignazione del segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo, il quale ha definito ”fantasiose le voci su duemila esuberi a Pomigliano. Le procedure di mobilita’ – ha spiegato Di Maulo – riguardano esclusivamente 19 postazioni di lavoro, procedure concluse peraltro senza alcuna intesa”.
