Politiche giovanili a Napoli, il Comune incontra i giovani
NAPOLI (di Cristina Cipriani) – Un incontro tra giovani, amministratori pubblici, operatori delle Politiche Giovanili di tutta Italia e il team del Piano Locale Giovani di Napoli, che presso il palazzo delle Arti Napoli (PAN) ha discusso riguardo alle attività effettuate negli ultimi tre anni dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli.
Questa giornata, insieme con quella del 29 gennaio, è dedicata, come spiega la moderatrice Iolanda Sabbatucci (staff dell’Assessorato alle Politiche Giovanili Comune di Napoli), alla presentazione delle linee di sviluppo possibili realizzate con i giovani e gli altri comuni italiani, puntando a un cambio generazionale e occupandosi del presente per creare un futuro migliore.
Ci informa la dottoressa Sabbatucci che parallelamente le rappresentanze delle associazioni giovanili italiane con quelle territoriali lavorano praticamente in un Campus nel Centro Polifunzionale di Marechiaro, dando libero sfogo alla creatività, alla formazione, al turismo giovanile sostenibile.
Tornando al convegno la dottoressa Sabbatucci ci introduce il primo relatore dell’incontro, l’Assessore alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Napoli, Giulio Riccio che si è espresso sulla grave situazione di disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno e sulla necessità di sfatare uno dei cliché riferito ai giovani napoletani, ovvero la loro avversione allo spostamento dal territorio d’origine.
I giovani napoletani decidono di andare via dalla propria città probabilmente perché solo in questi anni si è capito che, dice Riccio, è più importante concentrare le proprie energie sul presente, così da aiutare quei giovani che vedono sfuggirsi di mano il proprio futuro. E aggiunge che in un paese in cui si discute animatamente di federalismo fiscale e delle perdite che subiscono i comuni del Mezzogiorno, chi paga lo scotto di tutto questo è la nuova generazione, che rischia di diventare un numero e vittima di quest’operazione politica.
Pertanto, le Politiche Giovanili hanno voluto reagire a questa prospettiva, stilando un Piano Locale Giovani della città metropolitana, che, come auspica l’Assessore Riccio, possa diventare un progetto legislativo e si congeda, dicendo: “la politica deve smettere di giocare al rimpiattino e di guardare le mutande delle subrettine, ci si deve invece occupare della grande priorità del paese: produrre un ricambio generazionale, perché se no l’Italia continuerà ad essere un paese bloccato che viene travolto e subisce il cambiamento profondo dello scenario europeo, non riuscendo ad esserne protagonista”.
Dopo il discorso dell’Assessore Riccio, il sociologo della cultura digitale, Derrick de Kerckhove ha analizzato il modo in cui si presenta al mondo la nuova generazione.
Infatti, il professore spiega che la nuova generazione si è formata in un’era che è stata definita “Pinocchio 2.0”, in quanto dall’era dell’oralità e della scrittura si giunti all’era dell’elettronica, dove i giovani comunicano tra loro attraverso nuove tecnologie, usando prevalentemente sms, facebook, twitter, social network e blog.
Tuttavia, questa nuova forma collettiva d’intelligenza porta dapprima alla perdita d’identità, perché la domanda “chi sono” non ha più il significato di cercare il proprio essere interiore, ma vuol dire “qual è la mia figura pubblica”. Di conseguenza avviene la virtualizzazione della realtà e il privato diventa pubblico, anche se recentemente il popolo dei social network, in particolare facebook, sta facendo un passo indietro e ha incrementato le impostazioni privacy, rendendosi conto del pericolo dell’esposizione mondiale dei propri dati personali.
Parlando del popolo di facebook, ci si riferisce soprattutto agli studenti e in merito al loro diritto allo studio è intervenuto il presidente A.Di.S.U. Ateneo Federico II, Ugo Marani, che ritiene sbagliato parlare di questione del Mezzogiorno, ma che sia più corretta l’espressione questione giovanile. Partendo da questo punto, Marani vorrebbe che il mondo giovanile, essendo diversificato ma archetipizzato, e con presenza di valori e disvalori, non venga tutelato da una politica che legifera pensando ad un ideale astratto di giovane.
Subito dopo ha preso la parola Tiziana Liotti, progettista – Comune di Napoli, che ha illustrato il lavoro svolto dall’Assessorato alle Politiche Giovanili nell’ambito del PLG (Piano Locale Giovani di Napoli) – Città Metropolitane, dicendo che in questi tre anni ha incontrato diverse realtà, ma si è arrivati a una comune tesi: l’importanza del cambiamento del punto di vista.
Infatti, le politiche giovanili devono passare dalla politica del disagio alla politica dell’agio e per questo si è realizzata l’idea della creazione di una redazione di non professionisti presso il Palazzo Comunale, così da produrre servizi giornalistici in anteprima, ma che rappresenti soprattutto un momento di formazione pratica per i giovani.
È stata la giovane dottoressa Daniela Scammardella a presentare i punti fondamentali del Piano Locale Giovani, che si prefigge quattro obbiettivi: IG Spaces, IG Work, IG Housing, IG Power. Questi quattro punti mirano rispettivamente alla creazione di spazi destinati ai giovani e co-gestiti dai giovani, a facilitare l’accesso ad una buona occupazione, a ridurre le difficoltà di accesso dei giovani alla casa, a rafforzare i processi di credibilità e dei poteri decisionali dei giovani.
Infine, è intervenuto il direttore di Rete Iter, Marco Mietto, che insieme al team PLG ha voluto portare innovazione, rompendo alcuni paradigmi e credendo fortemente che una progettazione partecipata possa produrre dei punti fermi, quali: più lavoro di qualità significa più competitività, diritto al futuro, l’urgenza della connessione di diversi territori italiani, così da poter creare un capitale territoriale che sia poi la base economica per il futuro dei giovani.
