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Pioggia di missili russi su Kiev: almeno 13 morti

Una delle notti più drammatiche degli ultimi mesi ha colpito l’Ucraina. Un massiccio attacco missilistico e con droni lanciato dalla Russia ha investito Kiev e altre regioni del Paese, provocando almeno 13 morti, oltre 30 feriti e danni estesi a edifici civili, infrastrutture e strutture sanitarie. Secondo le autorità ucraine, il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare mentre proseguono le operazioni di ricerca tra le macerie.

L’offensiva, durata complessivamente circa 11 ore, è iniziata nella serata del 1° luglio, quando i primi allarmi antiaerei hanno risuonato in diverse aree del Paese. Intorno alla mezzanotte, una serie di esplosioni ha scosso la capitale, illuminando il cielo con incendi e colonne di fumo che si sono protratti fino alle prime ore del mattino.

Colpiti palazzi e un pronto soccorso

Le autorità locali riferiscono che diversi missili hanno colpito direttamente edifici residenziali, causando crolli e devastazione in numerosi quartieri della capitale. Tra gli obiettivi raggiunti anche l’area antistante un pronto soccorso, dove sono rimasti feriti anche operatori sanitari impegnati nell’assistenza ai pazienti.

I servizi di emergenza hanno confermato che 34 persone sono state tratte in salvo, mentre continuano le operazioni di soccorso nei siti maggiormente colpiti. Squadre di vigili del fuoco e protezione civile sono ancora al lavoro per spegnere gli incendi e cercare eventuali superstiti sotto le macerie.

L’allarme di Zelensky

L’attacco era stato preceduto da un avvertimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva invitato la popolazione a raggiungere i rifugi dopo aver ricevuto informazioni dell’intelligence su un possibile attacco russo di vaste proporzioni. L’allerta ha consentito a molti cittadini di mettersi in salvo, ma non ha evitato il pesante bilancio di vittime e feriti.

“Si sono registrati impatti diretti molto significativi su edifici residenziali, dove, purtroppo, si stanno recuperando i corpi delle vittime dalle macerie”, ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, sottolineando la gravità della situazione.

Le immagini diffuse nella mattinata mostrano interi palazzi sventrati, finestre divelte e automobili distrutte dall’esplosione, mentre vaste aree della città risultano ancora interessate dagli interventi di emergenza.

Kiev chiede una risposta internazionale

Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha rivolto un appello alla comunità internazionale chiedendo una risposta più incisiva.

“Chiediamo una forte risposta internazionale. Non solo parole di condanna, ma azioni concrete per fermare il terrorismo russo.”

Secondo il governo ucraino, il numero delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore, poiché le squadre di soccorso stanno ancora scavando tra le macerie degli edifici crollati.

La versione di Mosca

Il Ministero della Difesa russo ha confermato l’operazione militare, affermando di aver condotto un “attacco massiccio con armi di precisione a lungo raggio”, compresi droni d’attacco. Secondo Mosca, gli obiettivi erano esclusivamente infrastrutture militari ed energetiche situate a Kiev e nelle regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy e Chernihiv.

La versione russa contrasta con quella delle autorità ucraine, che denunciano invece gravi danni a edifici civili e strutture sanitarie, oltre all’elevato numero di vittime tra la popolazione. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, mentre il Paese affronta le conseguenze di uno degli attacchi più devastanti delle ultime settimane.

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