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Per non dimenticare, il campo di concentramento di Dachau

Giornata della memoria(di Luca Vitiello) – Domenica 27 gennaio è la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale per commemorare tutte le vittime del Nazi-fascismo, dell’Olocausto e in onore di tutti coloro che in ragione di ideali di giustizia e pace hanno sacrificato la propria vita per proteggere i perseguitati. Perchè questa data? Perchè il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz in Polonia e fu dato inizio alla liberazione di tutti i prigionieri.

La storia di Dachau, un piccolo paese vicino Monaco di Baviera, inizia il 21 marzo del 1933 quando il capo delle SS, nonché responsabile della polizia bavarese, annuncia l’apertura del primo campo di concentramento sul terreno di una ex fabbrica di munizioni. Qui, a partire dal 22 marzo, vengono condotti i primi prigionieri. Si trattava principalmente di comunisti, sindacalisti, oppositori del partito; successivamente si aggiunsero: omosessuali, zingari, persone ritenute asociali e insomma tutti coloro che, nell’ottica di Hitler, costituivano una minaccia per lo stato nazista. Solo dal 1938 il campo si sarebbe riempito di ebrei. A partire dal 1937, le SS sfruttarono i prigionieri per la demolizione della vecchia fabbrica e la costruzione del vero campo di concentramento.

Giornata della memoria 2

Largo 300 metri e lungo 600, al campo si accedeva tramite il Jourhaus, l’edificio di guardia del comando il cui cancello portava la scritta Arbeit Macht Frei cioè il lavoro rende liberi. Una scritta decisamente in contraddizione con quella realtà dove, proprio tramite il lavoro, si praticava lo sterminio. Il nucleo centrale del campo era costituito dalle 32 baracche nelle quali venivano divisi i prigionieri, talmente vicine le une alle altre da togliere il respiro. Oggi è possibile visitare la ricostruzione di una sola baracca perché le altre sono state distrutte al termine della guerra. Nel visitare il campo la zona che maggiormente mi ha sconvolto è stata quella dei forni crematori. Ne esistono due a Dachau, costruiti a partire dal 1940 e si stima che in 5 anni siano stati bruciati i corpi di oltre 3500 persone.

La svolta ci fu il 27 aprile 1945 quando gli americani entrarono nel lager liberando tutti i prigionieri e arrestando i membri delle SS rimasti. Al momento della liberazione nel campo c’erano ancora 32.355 prigionieri, di cui 3.388 italiani, tuttavia, in 12 anni, il campo è stato la prigione per oltre 206.000 persone provenienti da 30 nazioni. Ufficialmente i morti furono 32.000 ma il numero esatto non si saprà mai. Gli Ebrei imprigionati, infine, furono più di 22.000. Per non dimenticare…!

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