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Per il Colle il Milleproroghe incostituzionale

ROMA – Il Capo dello Stato ha inviato una lettera al governo per evidenziare come nel Milleproroghe ci siano elementi di incostituzionalità. Nella missiva Giorgio Napolitano  ha anche chiesto una maggior collaborazione tra governo e Parlamento. La lettera è stata inviata per conoscenza anche al presidente della Camera Gianfranco Fini e al presidente del Senato Renato Schifani.

La nota del Colle
“Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha oggi inviato una lettera ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio, nella quale ha richiamato l’attenzione sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche fin qui apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto-legge cosiddetto ‘Milleproroghe'”. È quanto si legge in una nota diffusa dal Quirinale. “Il Capo dello Stato, nel ricordare i rilievi ripetutamente espressi fin dall’inizio del settennato, ha messo in evidenza – si spiega nella nota – che la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti-legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in contrasto con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari, eludendo il vaglio preventivo spettante al Capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti-legge”.

Molti disposizioni aggiunte al decreto “in sede di conversione sono estranee all’oggetto quando non alla stessa materia del decreto, eterogenee e di assai dubbia coerenza con i principi e le norme della Costituzione” rivela inoltre Napolitano il quale si riserva “qualora non sia possibile procedere alla modifica del testo del disegno di legge approvato dal senato, di suggerire l’opportunità di adottare successivamente possibili norme interpretative e correttive, qualora io ritenga, in ultima istanza, di procedere alla promulgazione della legge. Devo infine avvertire che, a fronte di casi analoghi, non potrò d’ora in avanti rinunciare ad avvalermi della facoltà di rinvio, anche alla luce dei rimedi che l’ordinamento prevede nell’eventualità della decadenza di un decreto legge”.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dato lettura in aula a Montecitorio della lettera del presidente della Repubblica, il cui esame in aula è stato rinviato a domani alle 9.30. La decisione è stata presa dopo i rilievi al dl mossi dal Quirinale.

Incontro al Quirinale tra Berlusconi Letta e Napolitano
Intanto, nel pomeriggio, è durato circa una quarantina di minuti il colloquio tra il premier Berlusconi, accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta, e il presidente della Repubblica: “Il presidente del Consiglio – si legge in un comunicato diffuso dal Quirinale a fine colloquio – ha aggiornato il presidente della Repubblica sui preoccupanti sviluppi della situazione in Libia e sulle iniziative che il Governo intende adottare per l’accoglienza dei profughi e per il rimpatrio dei cittadini italiani. Nella conversazione sono stati toccati altri temi di attualità di politica internazionale alla vigilia della visita del Presidente della Repubblica in Germania. Si è inoltre ribadita l’esigenza della massima attenzione ai principali problemi di politica economica. Nel corso dell’incontro il presidente del Consiglio ha convenuto sulle osservazioni di metodo formulate dal presidente della Repubblica nella lettera oggi inviata a lui e ai presidenti delle Camere in materia di decretazione d’urgenza”.

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