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Cronaca

Napoli, morte del piccolo Domenico al Monaldi: due medici accusati di falso sulla cartella clinica

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni e 4 mesi deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. La Procura partenopea ha contestato il reato di falso in atto pubblico a due medici già indagati per omicidio colposo in concorso: il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha eseguito l’intervento, e la seconda operatrice Emma Bergonzoni.

Secondo gli inquirenti, i due sanitari avrebbero modificato la cartella clinica del bambino, in particolare per quanto riguarda gli orari legati alle fasi cruciali dell’operazione. Un elemento ritenuto centrale per chiarire eventuali responsabilità.

I pubblici ministeri hanno chiesto al giudice l’applicazione di misure interdittive nei confronti dei due medici, come il divieto di esercitare determinate attività. Entrambi saranno ascoltati entro la fine del mese. In totale, gli indagati nell’inchiesta sono sette. Sul caso stanno lavorando il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci.

Al centro delle indagini c’è la tempistica dell’intervento chirurgico e, in particolare, l’orario di arrivo del cuore destinato al trapianto, trasportato da Bolzano a Napoli. Gli investigatori cercano di stabilire se, al momento dell’arrivo dell’organo, il piccolo fosse già stato sottoposto all’espianto del cuore.

Proprio su questo punto emergono le maggiori criticità. Durante la trasmissione Rai “Lo Stato delle Cose”, condotta da Massimo Giletti, sono stati mostrati documenti ospedalieri relativi all’intervento del 23 dicembre 2025. Dalle cartelle cliniche risulterebbe che il clampaggio aortico — ovvero l’occlusione temporanea dell’aorta, fase cruciale dell’operazione — sia stato registrato alle ore 14:18, orario riportato anche nella documentazione anestesiologica.

Tuttavia, secondo quanto emerso nel dibattito televisivo e dagli accertamenti in corso, il clampaggio potrebbe essere avvenuto in un momento successivo. Un dettaglio che, se confermato, aprirebbe scenari particolarmente gravi: l’espianto del cuore del bambino sarebbe iniziato circa 12 minuti prima dell’arrivo dell’organo da trapiantare, poi risultato inutilizzabile perché danneggiato dalla conservazione con ghiaccio secco.

Nel frattempo, i genitori del piccolo, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, sono stati ascoltati in Procura. L’audizione si è protratta a lungo, tanto da far slittare la presentazione della “Fondazione Domenico Caliendo”, nata per raccogliere fondi, inizialmente prevista in mattinata.

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