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Napoli, i candidati alle elezioni comunali discutono di “mala amministrazione”.

Libero Mancuso

NAPOLI ( di Daniele Pallotta) – Due candidati alle primarie del centro sinistra per il Comune di Napoli e un potenziale terzo  candidato  hanno partecipato al dibattito presso la sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici sul libro dell’economista Riccardo Realfonzo, “Robin Hood” a Palazzo San Giacomo, presso la sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Mediatore dell’incontro è stato il direttore del Corriere del mezzogiorno, Marco del Marco.

Umberto Ranieri,  Libero Mancuso, candidati rispettivamente per il Partito Democratico e per Sinistra, Ecologia e Libertà, e Luigi De Magistris, europarlamentare che oggi ritiene “difficile” la sua candidatura a sindaco ma che non la esclude, hanno discusso delle disfunzioni  e delle inefficienze nella gestione dei fondi pubblici.

Riccardo Realfonzo nel gennaio 2009 è stato nominato assessore tecnico al Bilancio del Comune di Napoli; incarico da cui si è dimesso dopo 12 mesi, denunciando “l’impossibilità contribuire ad una sana gestione dei fondi”.

Ranieri e Mancuso confermano quanto sostenuto da Realfonzo, e concordano sulla necessità di un cambiamento sostanziale di modello amministrativo. Ranieri denuncia che “il Comune di Napoli detiene il primato di debiti fuori bilancio ed è in forte ritardo nei pagamenti alle imprese”; Mancuso chiede che la prossima giunta non sia interamente decisa dai partiti, come è avvenuto “anche per la giunta Cofferati a Bologna”.

Luigi de Magistris condanna “la gestione delle risorse pubbliche al sud, che ha fatto aumentare le disuguaglianze al posto di ridurle.” L’esponente dell’italia dei Valori rimarca come “nelle società miste la parte pubblica sia da ancora in mano alla partitocrazia e come nella parte privata a dominare sia la borghesia mafiosa, l’imprenditoria legata alla criminalità; controllori e controllati sono afflitti da enormi conflitti di interesse, dietro consulenze e appalti si trovano sempre gli stessi professionisti. Altro allarme: in Campania non si può parlare della gestione dei fondi per Bagnoli” . Secondo trasparency International il 25%  dei fondi pubblici italiani sarebbe condizionato da capitali mafiosi. De Magistris critica l’utilizzo dell’emergenza come strumento autoritario “anche la visita del papa a Napoli è rientrata tra le grandi opere. Le emergenze, come il disastro ambientale della Campania sono diventate uno strumento per evitare controlli e allocare risorse arbitrariamente.”