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Napoli, capitale italiana della solidarietà con la Palestina

Negli ultimi mesi, Napoli si è distinta come uno dei centri più attivi d’Italia nelle mobilitazioni a sostegno del popolo palestinese. Una fitta rete di movimenti civici, studenti, attivisti e semplici cittadini ha animato piazze, università e spazi pubblici per denunciare le violenze in Medio Oriente e chiedere un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza. Le iniziative, variegate per forma e contenuto, raccontano di una città che non resta a guardare.

Tra gli eventi più significativi, il corteo del 15 maggio 2025 – in occasione del 77° anniversario della Nakba – ha visto centinaia di persone attraversare Corso Umberto I, fino a Piazza Bovio. Con bandiere, striscioni e cori per la libertà della Palestina, la manifestazione ha avuto un forte impatto simbolico e logistico, portando alla chiusura temporanea del traffico e alla deviazione di alcuni mezzi pubblici. In quell’occasione, la Comunità Palestinese di Napoli ha dichiarato: “Siamo in piazza per dire stop alla guerra”.

Pochi giorni prima, il 6 maggio, oltre un migliaio di manifestanti si erano radunati in Piazza Municipio per un presidio di solidarietà nei confronti di Nives Monda, titolare della Taverna Santa Chiara, coinvolta in una controversia con due turisti israeliani. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di figure note come Padre Alex Zanotelli e rappresentanti dell’ANPI, è stata anche una critica all’amministrazione comunale, accusata di non essersi espressa con forza contro le azioni militari di Israele a Gaza. Anche eventi sportivi sono stati terreno di protesta. Durante la tappa napoletana del Giro d’Italia, attivisti hanno esposto striscioni e sventolato bandiere palestinesi lungo il percorso per contestare la partecipazione della squadra Israel–Premier Tech, accusata di rappresentare il governo israeliano in un contesto sportivo. La mobilitazione non si è fermata. È previsto per il 21 giugno 2025 un flash mob sul lungomare di Napoli, promosso dall’ex sindaco Luigi de Magistris. I partecipanti, sdraiandosi a terra, simuleranno i corpi delle vittime civili di Gaza, in un gesto fortemente evocativo. Particolarmente significativa anche la partecipazione del mondo accademico. Gli studenti dell’Università Federico II hanno aderito all’“Intifada studentesca”, un movimento nazionale che ha visto l’occupazione simbolica di numerosi atenei italiani. A Napoli, dal 7 maggio, tende e presidi hanno occupato gli spazi universitari per chiedere la fine dei rapporti con istituzioni israeliane e promuovere un’educazione libera dalla complicità con regimi di oppressione.

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