Meloni alla Camera verso il Consiglio Europeo: scontro con il Pd, sullo sfondo il caso Ponte sullo Stretto
Giornata politicamente delicata per il governo guidato da Giorgia Meloni, intervenuta alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo in programma a Bruxelles il 18 e 19 giugno. Il confronto parlamentare si svolge in un clima di forte tensione con le opposizioni, che accusano l’esecutivo di aver progressivamente perso peso nelle dinamiche decisionali dell’Unione Europea.
Il Partito Democratico ha presentato una controrisoluzione particolarmente critica. Il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, ha parlato di un governo «assente quando si decide e silente quando si dovrebbe parlare», sostenendo che l’Italia stia vivendo una fase di crescente marginalità nei tavoli europei.
Il messaggio di Meloni sull’Ucraina
Aprendo il suo intervento a Montecitorio, la presidente del Consiglio ha ribadito la linea dell’esecutivo sul conflitto in Ucraina. «Piena solidarietà all’Ucraina, la nostra linea non cambia», ha dichiarato, sottolineando come il sostegno a Kiev e il mantenimento della pressione su Mosca rappresentino, secondo il governo italiano, la strada necessaria per favorire futuri negoziati di pace.
Meloni ha inoltre confermato il sostegno dell’Italia al ventesimo pacchetto di sanzioni predisposto dall’Unione Europea nei confronti della Russia.
I temi sul tavolo del Consiglio Europeo
Nel corso delle comunicazioni parlamentari, la premier ha illustrato le principali priorità che l’Italia porterà al vertice europeo. Tra queste figurano il sostegno all’Ucraina, il processo di allargamento dell’Unione, la situazione in Medio Oriente e le tensioni legate all’Iran.
Sul fronte economico, il governo intende concentrarsi sulla competitività europea, sul futuro del bilancio comunitario e sulla revisione del sistema ETS, con l’obiettivo di ridurre gli effetti sul trasporto pesante e marittimo e contenere l’impatto sui prezzi dei carburanti.
Al termine del dibattito parlamentare è previsto il voto sulle risoluzioni che definiranno il mandato politico dell’esecutivo in vista dell’appuntamento di Bruxelles.
Il ricordo di Enrico Berlinguer
Nella stessa giornata Meloni ha dedicato un messaggio social alla memoria di Enrico Berlinguer, nel quarantaduesimo anniversario della sua scomparsa.
La premier ha ricordato il gesto compiuto da Giorgio Almirante che rese omaggio al feretro del leader comunista, definendolo un simbolo di confronto politico acceso ma rispettoso. Un richiamo, secondo Meloni, alla necessità di mantenere il dibattito democratico all’interno di una comune appartenenza nazionale.
L’inchiesta sul Ponte sullo Stretto pesa sul governo
Parallelamente al confronto europeo, il governo continua a fare i conti con le polemiche legate all’inchiesta della Procura di Roma sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro delle indagini vi sarebbe il presunto tentativo da parte di alcuni indagati di influenzare valutazioni della Corte dei Conti favorevoli alla società incaricata dell’opera.
Sulla vicenda né Meloni né il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha precisato che il tema non è stato affrontato durante l’ultimo Consiglio dei ministri.
Le opposizioni hanno invece intensificato gli attacchi. La segretaria del Pd Elly Schlein ha ribadito la contrarietà del partito all’opera, definita costosa e non prioritaria rispetto agli investimenti nel trasporto pubblico.
Critiche sono arrivate anche da Anthony Barbagallo, che ha chiesto di sospendere il progetto, e da Nicola Fratoianni, secondo cui l’inchiesta rafforza le perplessità già espresse sull’opera.
Dura anche la posizione del Movimento 5 Stelle attraverso Agostino Santillo, che ha accusato il governo di aver trasformato il Ponte in una battaglia ideologica senza risultati concreti.
Di segno opposto il commento di Roberto Vannacci, favorevole alla prosecuzione dei lavori: secondo Vannacci eventuali responsabilità individuali dovranno essere accertate dalla magistratura, ma senza compromettere la realizzazione di un’infrastruttura considerata strategica per lo sviluppo economico del Paese.
Il caso Minetti
Sul fronte giudiziario, domani il Tribunale di Sorveglianza di Milano prenderà formalmente atto della grazia concessa dal Presidente della Repubblica a Nicole Minetti. L’udienza dovrebbe sancire la definitiva estinzione della pena residua derivante dalle condanne nei processi Ruby bis e “spese allegre”, chiudendo così uno dei capitoli giudiziari più noti degli ultimi anni.
Una giornata cruciale per il governo
Tra il confronto con l’opposizione sul ruolo dell’Italia in Europa, la conferma del sostegno a Kiev e le polemiche legate al Ponte sullo Stretto, la giornata parlamentare di Giorgia Meloni rappresenta un passaggio significativo per l’esecutivo. Il dibattito odierno servirà a misurare non solo la tenuta della maggioranza, ma anche la capacità del governo di presentarsi al Consiglio Europeo con una posizione forte e condivisa sui principali dossier internazionali ed economici.
Il Partito Democratico ha presentato una controrisoluzione particolarmente critica. Il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, ha parlato di un governo «assente quando si decide e silente quando si dovrebbe parlare», sostenendo che l’Italia stia vivendo una fase di crescente marginalità nei tavoli europei.
Il messaggio di Meloni sull’Ucraina
Aprendo il suo intervento a Montecitorio, la presidente del Consiglio ha ribadito la linea dell’esecutivo sul conflitto in Ucraina. «Piena solidarietà all’Ucraina, la nostra linea non cambia», ha dichiarato, sottolineando come il sostegno a Kiev e il mantenimento della pressione su Mosca rappresentino, secondo il governo italiano, la strada necessaria per favorire futuri negoziati di pace.
Meloni ha inoltre confermato il sostegno dell’Italia al ventesimo pacchetto di sanzioni predisposto dall’Unione Europea nei confronti della Russia.
I temi sul tavolo del Consiglio Europeo
Nel corso delle comunicazioni parlamentari, la premier ha illustrato le principali priorità che l’Italia porterà al vertice europeo. Tra queste figurano il sostegno all’Ucraina, il processo di allargamento dell’Unione, la situazione in Medio Oriente e le tensioni legate all’Iran.
Sul fronte economico, il governo intende concentrarsi sulla competitività europea, sul futuro del bilancio comunitario e sulla revisione del sistema ETS, con l’obiettivo di ridurre gli effetti sul trasporto pesante e marittimo e contenere l’impatto sui prezzi dei carburanti.
Al termine del dibattito parlamentare è previsto il voto sulle risoluzioni che definiranno il mandato politico dell’esecutivo in vista dell’appuntamento di Bruxelles.
Il ricordo di Enrico Berlinguer
Nella stessa giornata Meloni ha dedicato un messaggio social alla memoria di Enrico Berlinguer, nel quarantaduesimo anniversario della sua scomparsa.
La premier ha ricordato il gesto compiuto da Giorgio Almirante che rese omaggio al feretro del leader comunista, definendolo un simbolo di confronto politico acceso ma rispettoso. Un richiamo, secondo Meloni, alla necessità di mantenere il dibattito democratico all’interno di una comune appartenenza nazionale.
L’inchiesta sul Ponte sullo Stretto pesa sul governo
Parallelamente al confronto europeo, il governo continua a fare i conti con le polemiche legate all’inchiesta della Procura di Roma sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro delle indagini vi sarebbe il presunto tentativo da parte di alcuni indagati di influenzare valutazioni della Corte dei Conti favorevoli alla società incaricata dell’opera.
Sulla vicenda né Meloni né il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha precisato che il tema non è stato affrontato durante l’ultimo Consiglio dei ministri.
Le opposizioni hanno invece intensificato gli attacchi. La segretaria del Pd Elly Schlein ha ribadito la contrarietà del partito all’opera, definita costosa e non prioritaria rispetto agli investimenti nel trasporto pubblico.
Critiche sono arrivate anche da Anthony Barbagallo, che ha chiesto di sospendere il progetto, e da Nicola Fratoianni, secondo cui l’inchiesta rafforza le perplessità già espresse sull’opera.
Dura anche la posizione del Movimento 5 Stelle attraverso Agostino Santillo, che ha accusato il governo di aver trasformato il Ponte in una battaglia ideologica senza risultati concreti.
Di segno opposto il commento di Roberto Vannacci, favorevole alla prosecuzione dei lavori: secondo Vannacci eventuali responsabilità individuali dovranno essere accertate dalla magistratura, ma senza compromettere la realizzazione di un’infrastruttura considerata strategica per lo sviluppo economico del Paese.
Il caso Minetti
Sul fronte giudiziario, domani il Tribunale di Sorveglianza di Milano prenderà formalmente atto della grazia concessa dal Presidente della Repubblica a Nicole Minetti. L’udienza dovrebbe sancire la definitiva estinzione della pena residua derivante dalle condanne nei processi Ruby bis e “spese allegre”, chiudendo così uno dei capitoli giudiziari più noti degli ultimi anni.
Una giornata cruciale per il governo
Tra il confronto con l’opposizione sul ruolo dell’Italia in Europa, la conferma del sostegno a Kiev e le polemiche legate al Ponte sullo Stretto, la giornata parlamentare di Giorgia Meloni rappresenta un passaggio significativo per l’esecutivo. Il dibattito odierno servirà a misurare non solo la tenuta della maggioranza, ma anche la capacità del governo di presentarsi al Consiglio Europeo con una posizione forte e condivisa sui principali dossier internazionali ed economici.

