Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

Manovra, la protesta della Cgil: «Sciopero generale il 6 settembre»

Susanna Camussi

ROMA – Sciopero generale il 6 settembre della Cgil contro la manovra varata dal governo approdata oggi in Senato. L’astensione dal lavoro sarà di otto ore, con manifestazioni articolate a livello territoriale.

Bersani: il governo non dice la verità. «Il presidente della Repubblica nel suo messaggio, che noi rispettiamo e rileggiamo, ha parlato di deficit di verità. Io rivendico: il Pd ha sempre detto la verità, anche quando andava contro corrente, mentre ancora oggi purtroppo il governo non dice la verità». Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito sulla manovra. Bersani afferma che gli emendamenti del Pd sarano pronti venerdì e aggiunge: il governo «non dice la verità o per omissioni di verità o per vere o proprie bugie» e, aggiunge, «queste è una cosa piuttosto drammatica». «Il governo omette di dire che questa manovra è una torta a strati che sul 2012-13-14 porterà gli effetti dell’ultima manovra, cui si aggiungono quella di aprile e quella del 2010. L’insieme porta sul Paese un peso insostenibile, iniquo e recessivo. Questa torta a strati è indigeribile – afferma Bersani – e l’insieme degli effetti sfugge ancora a una analisi attenta, a cui invitiamo gli osservatori».

«Il principio è molto chiaro e lo teniamo fermo: esenzione per tutte le risorse collegate alla missione e alle finalità» della Chiesa, e invece «sottoporre a tassazione tutte le attività propriamente commerciali», così poi Bersani risponde a chi gli domanda quale sia la sua posizione sulla tassazione dei beni della Chiesa, chiesta dai Radicali e da una campagna su internet. «In tempi come questi – sottolinea Bersani – prima di discutere bisognerebbe fare un giro, che sarebbe istruttivo, nelle Caritas diocesane, per capire bene come è messo il Paese e cosa sta facendo la Chiesa». Fatta questa premessa, il segretario Pd afferma che «vanno poi verificate le casistiche e i singoli casi concreti. Ci sono cose – aggiunge – che vanno registrate e credo che la Chiesa sia favorevole a farlo, alla luce del principio generale che ho enunciato».

Il Pd apre sulle pensioni. «Si vuol parlare di riforma del Welfare, mettere in equilibrio la spesa pensionistica ad altre spese del welfare? Benissimo, abbiamo le nostre proposte e si discuta di questo che va sotto il titolo di riforma del welfare. Invece è per far pagare dazio a chi non ha mai pagato dazio per coprire un buco di bilancio maneggiando le pensioni non sono d’accordo», continua Bersani, che illustrando i 10 punti della contro manovra del Pd, ribadisce la posizione del Democratici rispetto a una riforma del sistema previdenziale dentro il decreto.

Il Pd insiste sulla tassazione dei capitali “scudati”. «Si dice che maneggiando le pensioni – sostiene Bersani – si potrebbero alleggerire i tagli agli enti locali ma ricordo che dal nostro contributo richiesto ai capitali scudati si potrebbero ottenere risorse per le imprese e per fare una deroga al Patto di stabilità perché noi siamo i primi a pensare che servano misure di stimolo all’economia».

«Questi 100-150 mila che hanno fatto rientrare i capitali dall’estero non sono certo operai della Fiat. Oltre al fatto che posso citare precedenti di deroghe, noi siamo convinti che con questa misura non mettiamo in discussione un patto fiscale ma la credibilità dei condoni. Di questo ne sono consapevole e ne gioisco perché noi non abbiamo mai fatto un condono ed è igienico che non se ne facciano. Questo contributo – aggiunge Bersani – servirebbe a sostenere l’economia e quindi noi ci prendiamo l’accusa di ineleganza. E poi in un Paese in cui è possibile tutto, sarebbe curioso che proprio questa misura non fosse permessa. Vorrei ricordare che è Tremonti che dice “quello che non è vietato è permesso”».

Tensione nella maggioranza, Alemanno attacca la Lega. Il sindaco di Roma Alemanno richiama il partito di Umberto Bossi alla realtà: di ricatti il governo può anche morire. «Chi paragona il ruolo del Carroccio con quello di Rifondazione con Prodi inizia ad avere ragione». «Quello di Berlusconi è stato un intervento opportuno. Finalmente ha usato parole molto chiare sull’ennesima follia della Lega e mi auguro continui su questa strada: è l’unica per rilanciare il governo e il Pdl – ha sotolineato Alemanno, intervistato da Repubblica – La posta in palio è troppo alta per farsi condizionare dalla Lega, bisogna andare avanti sulla nostra strada costi quel che costi, perché qui rischia il Paese».

«Serve un dialogo con l’opposizione per approvare e migliorare una manovra necessaria, ma soprattutto per affrontare insieme il tema non più rinviabile del debito pubblico a questo punto connesso dalla gente alle riforme istituzionali con un automatismo tecnicamente forzato ma comprensibile», ha dichiarato il ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi.

«Ora la parola passa al Parlamento con un’avvertenza precisa: che bisogna rispettare tempi rapidi per l’approvazione e i saldi globali della manovra che non possono essere toccati», dice Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio interpellato dal Tg4. «C’è molta carne al fuoco – prosegue Bonaiuti – si stanno discutendo le proposte di cambiamento dopo che il governo guidato da Berlusconi in tre-quattro giorni ha approvato la manovra che sembra aver tranquillizzato i mercati». Quanto alla crisi, Bonaiuti parla di crisi epocale: «Purtroppo il momento è quello che è, quando una massa di capitali liquidi sui mercati arriva ad investire anche gli Stati Uniti, è evidente che siamo di fronte a una crisi davvero epocale». (Il Mattino)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.