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Manovra 2026, il Senato approva: 110 sì. Giorgetti: “Vale 22 miliardi, risultati che sembravano impossibili”

Il Senato ha dato il via libera alla Manovra 2026 con 110 voti favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti. Approvata anche la Nota di variazione al Bilancio. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera, dove dovrà ottenere il via libera definitivo entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio.

Il voto è arrivato dopo la fiducia posta dal governo sul maxi-emendamento che ha riscritto parti rilevanti della legge di Bilancio. In Aula non sono mancate le tensioni: le opposizioni di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno protestato esponendo cartelli rossi con la scritta “Voltafaccia Meloni”, accusando l’esecutivo di aver tradito promesse e impegni presi in precedenza.

Giorgetti: “Una manovra solida, vale 22 miliardi”

Soddisfatto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha difeso l’impianto della legge di Bilancio:
“Sono convinto che sia una buona manovra, che conferma una traiettoria positiva per il Paese e per gli italiani”. Il ministro ha spiegato che l’ammontare complessivo è salito a 22 miliardi di euro grazie all’ultimo maxi-emendamento, che ha rafforzato gli stanziamenti per Transizione 5.0, la Zona economica speciale e l’adeguamento dei prezzi.

Secondo il governo, la manovra punta a sostenere crescita e competitività, intervenendo su fisco, pensioni, incentivi alle imprese e misure di sostegno ai redditi, pur nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

Le principali misure

Tra le novità più rilevanti della Manovra 2026 figurano:

interventi sulle pensioni;

il taglio dell’Irpef per alcune fasce di reddito;

la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali;

nuovi bonus e il rifinanziamento di strumenti per lo sviluppo industriale e territoriale.

Allo stesso tempo, il governo ha annunciato un parziale dietrofront su alcune misure controverse: sarà stralciata la norma che prevedeva una stretta sugli arretrati retributivi dei lavoratori sottopagati, insieme ad altre quattro disposizioni.

Le critiche: “Tagli ai farmaci innovativi”

Dure le critiche da parte delle opposizioni, in particolare sul fronte della sanità. Angelo Bonelli (Alleanza Verdi-Sinistra) ha denunciato il taglio di 140 milioni di euro, a partire dal 2026, al Fondo per i farmaci innovativi:
“Risorse essenziali per le terapie dei malati oncologici e delle persone affette da patologie gravi. È una scelta cinica e irresponsabile”.

Secondo Bonelli, i fondi sottratti serviranno ad aumentare il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, già sforato di circa 5 miliardi di euro, rendendo l’intervento insufficiente. “È una manovra economica di guerra – ha aggiunto – che toglie risorse alle cure salvavita e le dirotta sulle armi”.

Il passaggio alla Camera

Ora la parola passa alla Camera dei deputati, dove il governo punta a un iter rapido per rispettare la scadenza di fine anno. Il confronto politico resta acceso: maggioranza e opposizioni si preparano a un ultimo scontro parlamentare su una manovra che, tra rivendicazioni e polemiche, segna una delle scelte economiche più rilevanti dell’attuale legislatura.

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