Lidi balneari, battaglia sull’aumento del canone

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – Un incontro in prefettura tra esponenti della commissione parlamentare sul turismo e rappresentanti delle istituzioni per discutere delle sorti delle spiagge e lidi balneari del territorio campano. Le concessioni agli stabilimenti balneari scadranno nel 2015, anno cui si prevede l’asta per il rinnovo degli accordi. Il sindacato italiani balneari, disposti a firmare la procedura che prevede le aste, non è d’accordo ad un adeguamento dei canoni demaniali. Tutti concordi sulla specificità del territorio italiano che ha caratteristiche diverse da altri paesi europei. L’attenzione è rivolta a lidi e spiagge perché considerate un motore importante del turismo; un monito rivolto alla comunità europea, ma anche alle istituzioni regionali che hanno competenza per il piano organizzativo. «La normativa europea fissa nuovi criteri in tema di concessione delle spiagge – ha detto il senatore Cesare Cursi, presidente della Commissione sul turismo – ma è necessario tenere conto delle nostre peculiarità, lavorando affinché si possa ottenere qualcosa in più a favore dei concessionari. Il governo presta grande attenzione al tema e ritengo che anche i nostri europarlamentari, di qualunque schieramento, debbano lavorare per presentare le specificità del territorio». Gli operatori del settore turistico sono intimoriti dalle difficoltà economiche: il timore più grande è il taglio dei posti di lavoro. La senatrice Teresa Armato ritiene necessaria l’esclusione della categoria dei balneari dalla direttiva europea: «In Europa non c’è la consapevolezza che il nostro territorio sia così vasto e diversificato; non si può credere di espletare una normativa che sia uguale per tutti i nostri lidi, bisogna intervenire su quest’aspetto». Sulla questione dell’adeguamento del canone bisogna tener conto che l’iva al 20% è la più alta d’Europa ed incide profondamente sui costi. A tale proposito la senatrice Manuela Granaiola interviene: «In Versilia, da dove vengo, c’erano gli stessi problemi ma nessuno si è opposto all’adeguamento del canone; è stata una procedura accettata con serenità». I rappresentanti sindacali intendono ribellarsi: «Gli aumenti del canone sono un affronto che contrasteremo; abbiamo contratto dei mutui e non possiamo accollarci altre spese». (Il Mattino)
