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Legge elettorale, Bindi: “Si voti prima dell’estate”

Rosy Bindi

ROMA – “Non si vada in vacanza fino a quando almeno al Senato non ci sia stato un primo voto. Bersani, Alfano e Casini si devono accordare a patto che Berlusconi poi non guasti tutto”. Cosi’ il presidente del Pd, Rosy Bindi, in una intervista a ‘la Repubblica’ sulla riforma della legge elettorale all’indomani delle parole del Capo dello Stato. “Si e’ lavorato bene fino a quando – osserva l’esponente dei democratici – non e’ tornato in campo Berlusconi che non vuole cambiare la legge elettorale. Tutte le volte che si raggiungeva un accordo – assicura – si ricominciava daccapo, come in una tela di Penelope”. Al Cavaliere, secondo Bindi, “va bene il Porcellum perche’ gli interessa salvare la sua squadra dal naufragio, si accontenta di perdere bene”. Ma il nuovo appello di Giorgio Napolitano “cambia tutto” perche’ “nessuno puo’ piu’ appellarsi al Capo dello Stato per dire che si deve votare a maggioranza”, visto che il Quirinale “chiede una riforma largamente condivisa”. Al Pdl Bindi dice dunque basta “giocare” e stop con la “minaccia inaccettabile di votare con la Lega come sul semipresidenzialismo”. Bisogna piuttosto cercare l’accordo, partendo dal presupposto che per il Pd sarebbe “inaccettabile una legge elettorale che non faccia uscire un risultato certo dalle prossime elezioni”. Serve quindi “un premio di maggioranza al partito o alla coalizione” per evitare “l’ingovernabilita’ o le larghe intese coatte”. Quanto alle preferenze, “personalmente – dice Bindi – non le ritengo il male assoluto”.

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