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La manovra 2025 diventa legge: tutte le novità su pensioni, irpef e bonus

La Manovra 2025 è ufficialmente legge. Con 108 voti favorevoli, 63 contrari e un astenuto, il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge di bilancio, segnando un passaggio cruciale per il centrodestra, che porta a compimento la terza manovra dall’inizio della legislatura. L’approvazione è arrivata dopo un iter accelerato, non senza polemiche da parte dell’opposizione.

La legge introduce una serie di misure significative che avranno impatti trasversali sull’economia italiana. Di seguito i punti principali: Una delle misure più attese è la riforma dell’Irpef. La legge prevede la riduzione delle aliquote, con l’obiettivo di semplificare il sistema fiscale e alleggerire il carico per i contribuenti. Le nuove aliquote mirano a favorire le fasce di reddito medio-basse, incentivando al contempo il lavoro e i consumi. Per il capitolo pensionistico, è stata confermata l’estensione di Quota 103, che consente l’accesso alla pensione a chi ha almeno 62 anni di età e 41 di contributi. Inoltre, vengono introdotti nuovi incentivi per favorire il proseguimento dell’attività lavorativa oltre l’età pensionabile. Continua il percorso di riduzione del cuneo fiscale, con un taglio che sarà più incisivo per i redditi medio-bassi. L’obiettivo è aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti, sostenendo la crescita economica.

Una novità è rappresentata dall’introduzione dell’Ires premiale, una misura che offre agevolazioni fiscali alle imprese che reinvestono gli utili in innovazione e sostenibilità, promuovendo la competitività del tessuto produttivo italiano. Dal 2025 saranno disponibili nuovi bonus per sostenere famiglie e imprese. Tra questi, incentivi per l’acquisto di beni a basso impatto ambientale e contributi a favore delle famiglie numerose. Inoltre, è prevista l’estensione del bonus per l’efficientamento energetico degli edifici. L’approvazione della manovra è avvenuta in un clima acceso. Tra gli interventi più duri, quello del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha criticato l’iter accelerato e una norma specifica che impedisce ai parlamentari di ricevere redditi esteri. Durante un vivace scambio con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, Renzi ha pronunciato un’invettiva che ha sollevato polemiche: “Camerata La Russa, lei deve imparare a rispettare l’opposizione”. Un episodio che ha acceso ulteriormente il dibattito politico.

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