La madre di Emiliana: chi l’ha uccisa non è pazzo, condannatelo
NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – “Vi prego signori giudici, vi scongiuro affinché la mia Emiliana riposi in pace e ottenga giustizia. Il mio appello è rivolto a chi giudicherà Luigi Faccetti, l’assassino di mia figlia. Chiedo che venga condannato all’ergastolo perché non è pazzo e perché nessun’altra mamma abbia a soffrire le pene che sto soffrendo io. Una pioggia fitta, un cielo nuvoloso ha accompagnato il corpo Emiliana Femiano fino alla Chiesa del Carmine in piazza Mercato, quasi a voler enfatizzare il lutto di tutti gli amici e i parenti presenti all’ultimo saluto. La Chiesa recintata con decine di ghirlande e gremita di gente. Numerosi i parenti, ma soprattutto tanti gli amici. Un timido applauso ha accolto la giovane in Chiesa. Pochi secondi di silenzio. Un secondo applauso, stavolta più intenso. “Nessuno ha potuto aiutarla – ha urlato il padre – l’ ha uccisa in un posto isolato, lontano da noi; come potevamo immaginare tutto questo”. Anche uno zio di Emiliana si sfoga con i presenti all’ingresso della Chiesa: “L’assassino di mia nipote è solo un malvivente feroce, vogliono far credere che sia pazzo ma non è così, deve pagare per quello che ha fatto; sessantasei coltellate! – ha detto alzando la voce – sessantasei coltellate capite!” Il vocìo della gente fuori la Chiesa, gli abbracci, le lacrime. Gli amici parlano tra di loro, non si rassegnano all’idea di non poter più abbracciare la loro compagna. Alcuni di loro ricordano l’aggressione subita l’anno precedente e dicono: “E’ stata quasi una morte annunciata, dovevamo immaginarlo”. Continua ad arrivare gente fino a che non si può più accedere all’interno della Chiesa. In molti restano fuori con la pioggia incalzante. “Giustizia! Giustizia! Giustizia!” In coro, prima dell’inizio della cerimonia funebre, poi di nuovo il silenzio. La madre, sguardo assente parla con un filo di voce: “Emiliana, Emiliana dove sei, Emiliana, me l’hanno portata via per sempre”. Alle 12,00 suona una campanellina, inizia la celebrazione. “Anche Gesù fu crocifisso intorno alle 12.00, anche lui come Emiliana ha vissuto una forte agonia – ha detto il sacerdote – ma ora per lei c’è solo gioia, perché ha incontrato la vita eterna”. “Gesù era presente quando Emiliana è stata uccisa, – ha aggiunto – lui c’è sempre e l’ ha portata con sé, al riparo da tutti i mali possibili”. Durante la celebrazione alcune ragazzine, delle amiche di Emiliana, si tengono la mano, si incoraggiano a vicenda per resistere fino alla fine senza piangere, ma dopo poco cedono alle lacrime. Numerosi i parenti che hanno sostenuto la madre della giovane vittima, non sembrava riuscire a reggersi in piedi. “Il Signore condanna il male – ha proseguito il sacerdote – ma perdona; anche noi dobbiamo avere la forza di perdonare”. Ma i presenti scuotono la testa in segno di dissenso. Difficile perdonare. (Il Mattino)
