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La Fondazione Banco di Napoli rilegge Benedetto Croce: «Perché non possiamo non dirci cristiani»

Venerdì 15 novembre, alle ore 17:30, la Fondazione Banco di Napoli ospita un evento di grande spessore culturale: la presentazione di *Perché non possiamo non dirci cristiani*, una riflessione contemporanea del filosofo Ortensio Zecchino sul celebre saggio di Benedetto Croce. L’incontro si terrà a Palazzo Ricca, sede storica della Fondazione, nell’ambito della rassegna culturale “Libri in Fondazione”.

L’iniziativa propone una rilettura critica e attuale di uno dei saggi più noti di Croce, pubblicato per la prima volta nel 1942, in pieno clima bellico, sulla rivista *La Critica*. Profondamente influenzato dall’orrore della guerra che dilaniava Napoli e l’Europa, Croce compose un’opera che ambiva a scuotere le coscienze, a risvegliare l’urgente necessità di difendere i valori fondamentali di libertà e dignità umana. *Perché non possiamo non dirci cristiani*, il titolo definitivo del saggio, sottolinea il “dovere morale” di riconoscere un’eredità culturale e spirituale che trascende le appartenenze confessionali. Con il termine “cristiani” – racchiuso in virgolette – Croce intendeva infatti richiamarsi ai valori umani universali, senza connotazioni religiose in senso stretto.

All’evento, insieme a Zecchino, interverranno Orazio Abbamonte, presidente della Fondazione Banco di Napoli, e altre illustri figure del panorama culturale italiano. Tra i relatori figurano Gennaro Carillo, ordinario di Storia del pensiero politico presso l’Università Suor Orsola Benincasa, il filosofo Eugenio Mazzarella dell’Università Federico II di Napoli, e lo storico Aldo Schiavone. La discussione toccherà temi cruciali come il ruolo della cultura cristiana nel pensiero politico europeo e il rapporto tra fede e civiltà, in particolare nell’esperienza storica italiana.

Zecchino, che ricopre il ruolo di presidente del centro di ricerca Biogem e vanta una lunga carriera accademica e politica, rilegge il saggio di Croce con l’obiettivo di esplorare il legame tra cattolici e politica in Italia. Il suo studio si inserisce in un contesto più ampio di riflessione europea, come suggeriscono la prefazione a cura di Eugenio Mazzarella e la postfazione di Dino Cofrancesco, e si propone di offrire una chiave interpretativa del messaggio di Croce, che resta vivo nel dibattito culturale e politico contemporaneo.
L’appuntamento del 15 novembre a Palazzo Ricca rappresenta un’occasione preziosa per immergersi nella passione civile e nel pensiero di Croce, che continua a interrogare e ispirare la cultura italiana ed europea.

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