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Iran-Usa, ripartono i negoziati: Teheran istituisce gruppi di lavoro su nucleare e sanzioni

Si apre una nuova fase nei rapporti tra Iran e Stati Uniti. Dopo il primo ciclo di negoziati conclusosi in Svizzera, le autorità iraniane hanno confermato la costituzione di quattro gruppi di lavoro tecnici incaricati di affrontare i principali nodi del confronto con Washington: la revoca delle sanzioni, il programma nucleare, la ricostruzione economica e il monitoraggio dell’attuazione degli accordi.

L’annuncio è stato dato dal viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, che ha definito conclusa la fase dei colloqui tecnici e ha indicato l’avvio di una nuova stagione di confronto tra le parti.

Ghalibaf: “Lo Stretto di Hormuz sarà gestito dall’Iran”

Tra i temi più delicati emersi dai negoziati figura la gestione dello Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per una quota significativa del traffico petrolifero mondiale. Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che la gestione dello stretto resterà nelle mani di Teheran.

Secondo il leader iraniano, le regole del diritto internazionale continueranno a essere rispettate, ma il controllo operativo della rotta marittima sarà esercitato dall’Iran. Ghalibaf ha inoltre annunciato la creazione di un meccanismo di coordinamento con gli Stati Uniti, comprensivo di una linea diretta e di un centro di contatto per gestire eventuali controversie e garantire la sicurezza della navigazione.

L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahrain, ha assicurato che lo stretto rimane completamente aperto alle navi commerciali e che, almeno per i prossimi sessanta giorni, non verranno applicati pedaggi al transito.

Progressi ma restano le divergenze

Da entrambe le parti arrivano segnali prudentemente positivi. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha parlato di “buoni progressi”, mentre il presidente Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti vigileranno sul rispetto degli impegni assunti da Teheran.

Permangono tuttavia divergenze significative. Il governo iraniano ha infatti smentito l’esistenza di un accordo che consentirebbe agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di visitare i siti nucleari colpiti durante il recente conflitto. Una posizione che contrasta con quanto dichiarato nelle scorse ore da esponenti dell’amministrazione americana.

Fondi sbloccati e prospettive economiche

Sul fronte economico, Teheran sostiene di aver ottenuto lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all’estero. Anche su questo punto, però, restano versioni contrastanti tra le due delegazioni.

I mercati hanno comunque reagito positivamente ai segnali di distensione: i prezzi del petrolio hanno registrato una lieve flessione nelle contrattazioni asiatiche, alimentando le aspettative di una maggiore stabilità nella regione.

Il nodo Libano-Israele

Parallelamente ai colloqui tra Iran e Stati Uniti, oggi a Washington prende il via la quinta sessione di negoziati diretti tra Israele e Libano. Sul tavolo vi sono proposte di ritiro parziale delle forze israeliane dal Libano meridionale e nuove misure per consolidare il cessate il fuoco.

L’evoluzione del dialogo tra Teheran e Washington potrebbe avere ripercussioni dirette anche su questo dossier, considerato uno dei più sensibili per la sicurezza dell’intero Medio Oriente.

Una trattativa ancora tutta da costruire

Nonostante il clima più disteso rispetto ai mesi scorsi, il percorso verso un accordo definitivo appare ancora complesso. Le questioni legate al programma nucleare iraniano, alle sanzioni economiche e agli equilibri regionali restano aperte. Tuttavia, la creazione dei gruppi di lavoro e la prosecuzione dei colloqui rappresentano un segnale concreto della volontà di entrambe le parti di mantenere aperto il canale diplomatico e cercare una soluzione negoziata alle tensioni che hanno segnato gli ultimi anni.

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