Iran-Usa, al via i negoziati di pace in Svizzera. Israele continua i raid in Libano
Si apre oggi una giornata cruciale per gli equilibri del Medio Oriente. A Lucerna sono iniziati i colloqui tra Stati Uniti e Iran con l’obiettivo di rilanciare il dialogo sul programma nucleare di Teheran e consolidare il fragile accordo di pace raggiunto nelle scorse settimane. A guidare la delegazione americana è il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, arrivato in Svizzera nella mattinata di domenica.
L’avvio dei negoziati avviene in un clima particolarmente delicato. Nelle ultime ore l’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle principali arterie energetiche mondiali, accusando Israele di aver violato il memorandum siglato con Washington attraverso una serie di operazioni militari nel Libano meridionale.
Vance: «Speriamo in progressi sul nucleare e sulla tregua»
Prima della partenza per la Svizzera, Vance ha sottolineato la necessità di proseguire gli sforzi diplomatici per contenere l’escalation regionale. Il vicepresidente statunitense ha dichiarato di auspicare risultati concreti sia sul dossier nucleare iraniano sia sul cessate il fuoco in Libano.
«Dobbiamo continuare a gestire la situazione tra Israele e Libano», ha affermato, aggiungendo che Washington resta concentrata soprattutto su questi due fronti, pur riconoscendo che Teheran porterà al tavolo ulteriori richieste e questioni da discutere.
Teheran avverte Washington
Alla vigilia dei colloqui, l’Iran ha lanciato un messaggio chiaro agli Stati Uniti. Mohammad Mokhbar, consigliere della Guida Suprema iraniana, ha dichiarato che Teheran non accetterà un accordo che rimanga soltanto formale e privo di un’effettiva applicazione.
Secondo Mokhbar, gli Stati Uniti comprendono soprattutto il linguaggio economico e il rapporto tra costi e benefici. Il dirigente iraniano ha avvertito che, qualora gli impegni assunti da Washington non venissero rispettati, potrebbero esserci conseguenze anche sul flusso energetico della regione. Ha inoltre ribadito che i negoziatori iraniani chiederanno il pieno rispetto dei diritti del Paese e l’attuazione concreta degli accordi raggiunti.
Israele intensifica i bombardamenti nel Libano meridionale
Mentre la diplomazia tenta di aprire una nuova fase di dialogo, sul terreno continuano le operazioni militari. Nelle ultime ore le forze israeliane hanno condotto nuovi attacchi nel Libano meridionale, provocando almeno sette vittime civili.
Secondo il Ministero della Salute libanese, cinque persone, tra cui una donna e un bambino, sono morte in un raid che ha colpito la città di Sohmor, nella valle occidentale della Beqa. Altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise in un attacco contro Rashidieh, nel distretto di Tiro.
Nei giorni scorsi il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, aveva dichiarato che Israele potrebbe mantenere una presenza militare in Libano per anni, alimentando ulteriormente le tensioni con Beirut e con l’Iran.
Crosetto: «Rapporti solidissimi tra Italia e Stati Uniti»
Sul fronte politico internazionale è intervenuto anche il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. Durante un’intervista a Radio 24, Crosetto ha ribadito la solidità dei rapporti tra Roma e Washington, definendoli indipendenti dai singoli governi e profondamente radicati.
Il ministro ha inoltre affermato di non aver compreso alcuni recenti atteggiamenti del presidente americano Donald Trump, precisando tuttavia che i rapporti istituzionali e diplomatici tra Italia e Stati Uniti restano «assolutamente normali» e invariati.
Una giornata decisiva
I colloqui di Lucerna rappresentano uno dei passaggi diplomatici più importanti degli ultimi mesi. Sul tavolo vi sono non solo il futuro del programma nucleare iraniano, ma anche la stabilità del Libano, la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo Persico e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto regionale.
L’esito dei negoziati potrebbe influenzare in modo significativo gli equilibri geopolitici del Medio Oriente e i mercati energetici internazionali nelle prossime settimane
L’avvio dei negoziati avviene in un clima particolarmente delicato. Nelle ultime ore l’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle principali arterie energetiche mondiali, accusando Israele di aver violato il memorandum siglato con Washington attraverso una serie di operazioni militari nel Libano meridionale.
Vance: «Speriamo in progressi sul nucleare e sulla tregua»
Prima della partenza per la Svizzera, Vance ha sottolineato la necessità di proseguire gli sforzi diplomatici per contenere l’escalation regionale. Il vicepresidente statunitense ha dichiarato di auspicare risultati concreti sia sul dossier nucleare iraniano sia sul cessate il fuoco in Libano.
«Dobbiamo continuare a gestire la situazione tra Israele e Libano», ha affermato, aggiungendo che Washington resta concentrata soprattutto su questi due fronti, pur riconoscendo che Teheran porterà al tavolo ulteriori richieste e questioni da discutere.
Teheran avverte Washington
Alla vigilia dei colloqui, l’Iran ha lanciato un messaggio chiaro agli Stati Uniti. Mohammad Mokhbar, consigliere della Guida Suprema iraniana, ha dichiarato che Teheran non accetterà un accordo che rimanga soltanto formale e privo di un’effettiva applicazione.
Secondo Mokhbar, gli Stati Uniti comprendono soprattutto il linguaggio economico e il rapporto tra costi e benefici. Il dirigente iraniano ha avvertito che, qualora gli impegni assunti da Washington non venissero rispettati, potrebbero esserci conseguenze anche sul flusso energetico della regione. Ha inoltre ribadito che i negoziatori iraniani chiederanno il pieno rispetto dei diritti del Paese e l’attuazione concreta degli accordi raggiunti.
Israele intensifica i bombardamenti nel Libano meridionale
Mentre la diplomazia tenta di aprire una nuova fase di dialogo, sul terreno continuano le operazioni militari. Nelle ultime ore le forze israeliane hanno condotto nuovi attacchi nel Libano meridionale, provocando almeno sette vittime civili.
Secondo il Ministero della Salute libanese, cinque persone, tra cui una donna e un bambino, sono morte in un raid che ha colpito la città di Sohmor, nella valle occidentale della Beqa. Altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise in un attacco contro Rashidieh, nel distretto di Tiro.
Nei giorni scorsi il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, aveva dichiarato che Israele potrebbe mantenere una presenza militare in Libano per anni, alimentando ulteriormente le tensioni con Beirut e con l’Iran.
Crosetto: «Rapporti solidissimi tra Italia e Stati Uniti»
Sul fronte politico internazionale è intervenuto anche il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. Durante un’intervista a Radio 24, Crosetto ha ribadito la solidità dei rapporti tra Roma e Washington, definendoli indipendenti dai singoli governi e profondamente radicati.
Il ministro ha inoltre affermato di non aver compreso alcuni recenti atteggiamenti del presidente americano Donald Trump, precisando tuttavia che i rapporti istituzionali e diplomatici tra Italia e Stati Uniti restano «assolutamente normali» e invariati.
Una giornata decisiva
I colloqui di Lucerna rappresentano uno dei passaggi diplomatici più importanti degli ultimi mesi. Sul tavolo vi sono non solo il futuro del programma nucleare iraniano, ma anche la stabilità del Libano, la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo Persico e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto regionale.
L’esito dei negoziati potrebbe influenzare in modo significativo gli equilibri geopolitici del Medio Oriente e i mercati energetici internazionali nelle prossime settimane

