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Iran, guerra in diretta: raid di USA e Israele su Teheran e Beirut. Individuata la nuova Guida Suprema

La crisi in Medio Oriente continua ad aggravarsi dopo l’offensiva militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nella giornata di oggi, domenica 8 marzo, l’aviazione di Washington e Tel Aviv ha colpito per la prima volta depositi di petrolio e impianti di raffinazione nella capitale iraniana, Teheran, provocando vasti incendi in diverse zone della città.

Secondo quanto riferito da Israele, e quanto riportato da Fanpage, durante la notte sono state respinte quattro ondate di missili lanciati dall’Iran, mentre continuano i bombardamenti anche fuori dal territorio iraniano. Un raid israeliano ha colpito un hotel nel centro di Beirut, in Libano, provocando diverse vittime.

Raid a Beirut: uccisi comandanti dei Pasdaran

Nel bombardamento contro l’hotel di lusso a Beirut sarebbero stati uccisi cinque alti comandanti dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran). Secondo le forze di difesa israeliane, i comandanti si trovavano nell’edificio mentre coordinavano attività di sostegno a Hamas e Hezbollah, fornendo fondi e informazioni di intelligence.

L’hotel, secondo l’esercito israeliano, sarebbe stato utilizzato come base operativa per le attività della Forza Quds, il reparto dei Pasdaran responsabile delle operazioni all’estero.

Nuova Guida Suprema: l’annuncio imminente

Intanto in Iran cresce l’incertezza politica. Un membro del Consiglio degli Esperti, Hosseinali Eshkevari, ha dichiarato che il successore della Guida Suprema Ali Khamenei è già stato scelto, ma il nome non è stato ancora reso pubblico.

Secondo Eshkevari, la persona designata continuerà “la via dell’Imam Khomeini e del martire Khamenei”. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Israele: ucciso il nuovo capo militare della Guida Suprema

Israele ha inoltre dichiarato di aver eliminato Abu al-Qassem Babayian, nominato recentemente capo dell’ufficio militare della Guida Suprema iraniana. La nomina era arrivata pochi giorni dopo l’uccisione del suo predecessore, segno di una forte escalation nello scontro tra i due Paesi.

Vittime e tensioni nella regione

Il conflitto sta causando vittime anche tra le forze americane: sono saliti a sette i militari statunitensi morti dall’inizio della guerra in Iran. L’ultimo soldato è deceduto per le ferite riportate durante un attacco del primo marzo contro truppe americane in Arabia Saudita.

Gli Emirati Arabi Uniti, nel frattempo, hanno smentito le notizie di un attacco iraniano contro un impianto di desalinizzazione dell’acqua nel loro territorio.

Macron chiama Trump e il presidente iraniano

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto colloqui telefonici sia con il presidente statunitense Donald Trump sia con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian.

Macron ha espresso forte preoccupazione per l’escalation militare e ha chiesto all’Iran di cessare immediatamente gli attacchi contro i Paesi della regione e di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio energetico globale.

Il leader francese ha anche ribadito l’urgenza di una soluzione diplomatica per fermare l’escalation e preservare la pace.

La posizione dell’Italia

In Italia il dibattito politico è acceso dopo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, che ha affermato di non voler esprimere una condanna netta dell’attacco.

“Non ho gli elementi necessari per prendere una posizione categorica – ha detto la presidente del Consiglio durante la trasmissione Fuori dal coro su Rete 4 –. L’attacco, secondo quanto dichiarano Stati Uniti e Israele, è la conseguenza del fallimento dei negoziati sul nucleare iraniano”.

Meloni ha sottolineato che molti analisti ritengono che l’Iran abbia raggiunto livelli di arricchimento dell’uranio superiori a quelli necessari per scopi civili, rappresentando quindi una potenziale minaccia nucleare.

La premier ha però chiarito che l’Italia non entrerà in guerra:
“Non siamo parte del conflitto e non intendiamo esserlo. Stiamo solo rafforzando la presenza nei Paesi del Golfo per proteggere i nostri cittadini e i circa duemila militari italiani presenti nella regione”.

Le critiche delle opposizioni

Le dichiarazioni della premier hanno scatenato le critiche dell’opposizione. Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli ha definito la posizione del governo “agghiacciante”, accusando l’esecutivo di non prendere una posizione chiara davanti a una delle crisi internazionali più gravi degli ultimi decenni.

Timori economici e accise sui carburanti

Il governo italiano sta anche valutando possibili interventi economici per limitare gli effetti della crisi energetica. Meloni ha spiegato che l’esecutivo potrebbe attivare il meccanismo delle “accise mobili” sui carburanti, che permetterebbe di ridurre temporaneamente le accise se l’aumento del prezzo del petrolio dovesse far crescere troppo il costo della benzina.

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