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Intervista a Stefano Capocelli, candidato alla II Municipalità

Stefano Capocelli

NAPOLI (di Daniela Sasso) – Stefano Capocelli si candida con Idv a Napoli, nella seconda municipalità.

Come mai ha deciso di candidarsi a queste elezioni e come mai ha scelto proprio Idv?

Vivo da trent’ anni in questa municipalità e sono sposato da un anno. Ad un certo punto, ho sentito come una stretta proveniente, da un lato, dalla situazione politica causata dalla degenerazione del governo della sinistra bassoliniana; dall’ altro, dalle condizioni determinate – soprattutto qui al Sud – dal berlusconismo. La mia scelta di candidarmi con Idv è derivata dalla forte convinzione nella determinazione di Luigi de Magistris – candidato a sindaco per Napoli – nel voler risollevare le sorti di una città abbandonata al malgoverno della cosa pubblica da parte delle istituzioni che, sinora, hanno retto la nostra città.

Personalmente, a differenza della maggioranza dei miei avversari, non affermo di avere un programma politico predefinito e critico coloro che, pur di strapparsi un’ ampia fetta di elettorato, dichiarano di promettere, se votati, posti di lavoro ed altre cose fuori dalla loro portata, perché impossibili da mantenere.

Credo, piuttosto, in chi, come de Magistris, afferma: “Chi ha le mani pulite non deve tenerle in tasca”, “Io sono uno strumento. Utilizzatemi!”, poiché il bilancio della città è in evidente deficit finanziario e l’ unica cosa che un candidato può e, anzi, deve promettere è di avere un piano, un progetto virtuoso per la città di Napoli e, giorno dopo giorno, lavorare per quelle piccole cose – visibili agli occhi di tutti i cittadini – che, messe insieme, nel tempo, danno vita a grandi opere.

In una recente intervista, lei ha affermato di puntare sulla cultura, sulle politiche sociali e sulla valorizzazione del centro storico di Napoli, come volano per il cambiamento e la rinascita della città..

Il centro storico di Napoli è per il 90% patrimonio dell’ Unesco, pertanto occorre tutelarlo come un bene imprescindibile. Occorre creare spazi per far cultura, in cui i cittadini ed i giovani, in particolare, possano aggregarsi e aprirsi ad iniziative, attività e al pensiero libero: ci sono ben 30.000 immobili pubblici, sinora inutilizzati, che verranno fin da subito destinati a luoghi fisici in cui poter fare cultura (ad esempio, creando la casa dello studente, la casa del teatro, del cinema, e così via!). E’ necessario creare tutte quelle condizioni – e mi riferisco soprattutto ai mezzi di trasporto pubblici nelle ore serali ed alla tutela della sicurezza dei cittadini – affinchè le vie e le piazze del centro storico siano sempre gremite di persone e le attività commerciali possano restare aperte, senza il timore di rapine o di atti di violenza gratuita a cui troppo spesso assistiamo.

Come pensa che la popolazione dei quartieri più abbandonati e degradati della città, in cui spesso e volentieri si annida la maggior parte della criminalità, risponderanno a questo tipo di politica?

Ritengo che il fenomeno della microcriminalità – ciò che rende insicure le nostre strade – sia la diretta conseguenza di decenni di compromesso che le nostre istituzioni politiche, fino ad oggi, hanno direttamente o indirettamente stipulato con le popolazioni dei quartieri più disagiati e poveri, in cambio del loro ampio sostegno elettorale. Soprattutto per questo motivo ho deciso di appoggiare la candidatura di Luigi de Magistris, in quanto egli rappresenta il cambiamento, la rottura necessaria nei confronti di questa politica clientelare che nulla ha a che vedere con il bene collettivo della cosa pubblica. Solo fornendo a queste persone alternative dignitose è possibile intraprendere un processo di riscatto – riscatto in termini di legalità, di sicurezza, di cultura e, quindi, di progresso. La campagna elettorale del Pdl, ad esempio, si è svolta mettendo a disposizione dei suoi innumerevoli candidati – appartenenti alle classi sociali più variegate – ingenti somme di denaro, così da poter attuare una propaganda indiscriminata che – se si considera il solo fenomeno dilagante delle affissioni abusive dei manifesti elettorali – ha varcato i limiti della legalità stessa. Come si fa a risultare credibili, soprattutto considerando il gravissimo problema della cattiva, anzi inesistente gestione dell’ emergenza rifiuti a Napoli, se coloro che si propongono di risolverla, per primi, contribuiscono indiscriminatamente ad imbrattare e sporcare la città!? Io ritengo che la campagna elettorale debba fondarsi sul confronto diretto ed aperto tra i candidati degli opposti schieramenti, nonché sul contatto diretto coi cittadini, all’ interno della città stessa, quotidianamente. È questo ciò che un candidato – sindaco o consigliere – deve fare prima e anche dopo essere stato eletto.

Nella scheda per le elezioni del presidente e dei consiglieri municipali, ad eccezione della sola Scampia, si nota un accorpamento tra le liste ed i partiti che appoggiano de Magistris con quelli che sostengono il candidato a sindaco Mario Morcone. Questo cosa significa per lei? E come dovrebbero interpretarlo, secondo lei, i cittadini che si apprestano alle urne?

Nelle elezioni comunali la distinzione tra i due schieramenti è netta. Esiste, tuttavia, il rischio di un eventuale ballottaggio, inoltre le liste ed i partiti che appoggiano il candidato sindaco del centro-destra Gianni Lettieri sono ben undici, contro i quattro che appoggiano de Magistris e gli altrettanti che sostengono Morcone. È evidente che si sia resa necessaria una “coalizione”, per quanto riguarda le sole elezioni municipali, da parte dello schieramento del centro-sinistra, al fine di contrastare l’ ascesa del Pdl a capo della città di Napoli. Occorre, inoltre, ribadire che nelle elezioni municipali, a differenza di quelle comunali, non è prevista l’ eventualità di un ballottaggio, poiché il voto è unico e diretto.

 

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