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Inquinamento al porto è allarme al molo 56

NAPOLI – Allarme inquinamento al porto e una domenica da dimenticare a causa di un rigagnolo nero e puzzolente che, scorrendo al di sotto della banchina dei moli 54 e 56, quelli specializzati nella movimentazione dei container, si tuffa in mare dopo aver diffuso nell’ambiente un odore acre e nauseante che, naturalmente, ha messo paura a tutti. Solo ore dopo si scoprirà che si tratta di prodotti chimici arrivati dall’alveo Pollena.

La scoperta è stata fatta ieri mattina, mentre gli operatori dei container erano intenti al lavoro. E ha immediatamente fatto scattare l’allarme. Da dove veniva quel liquido e, soprattutto, era tossico? L’ipotesi più inquietante, quella secondo cui potesse sgorgare dall’interno del porto, cioè da qualche container, è stata, però, subito scartata dagli esperti della Capitaneria che ieri mattina, poco dopo le otto, assistevano alle operazioni in banchina. Gli esperti si sono resi conto che lo scarico sgorgava dal collettore dell’alveo Pollena, uno dei torrenti vesuviani, cioè non dagli ambiti portuali. E questo è stato confermato anche al termine dei successivi e più approfonditi rilievi.

Da quel momento in poi è scattato l’allarme, in un crescendo di tensione. Tutti, anche i vigili del fuoco, gli operatori del battello disinquinante del porto e le forze dell’ordine, hanno indossato mascherine di protezione.
Il porto, almeno quella parte dei moli tecnici, è diventata zona off limits e gli operai sono stati invitati a tornare a casa. Non lo hanno fatto, naturalmente, e sono rimasti ad attendere gli sviluppi della situazione, consapevoli della gravità dell’incidente. Sono intervenuti i tecnici dell’Arpac, dell’Asl e di Castalia, ma anche i vertici dell’Autorità Portuale, con il segretario generale Emilio Squillante e i responsabili di Conateco, Pasquale Legora De Feo, e dei Cantieri del Mediterraneo, Anna Ummarino. Poco dopo mezzogiorno la situazione è apparsa più chiara: i tecnici, infatti, hanno confermato che “i prodotti liquidi inquinanti di origine idrocarburica uniti ad altri prodotti chimici provenivano dallo sbocco del collettore pluviale dell’alveo Pollena”, che, appunto, sfocia nell’area dei container.

In seguito al primo intervento sono scattati alcuni provvedimenti per garantire la sicurezza nella zona rossa: trasferimento in rada delle tre navi che stavano operando – la Jolly blu della linea Messina e due unità della Conateco – e blocco di tutte le attività dai Cantieri del Mediterraneo al terminal Q8. Nel pomeriggio poi sono arrivate unità specializzate del ministero dell’Ambiente e, con l’utilizzo di speciali panne assorbenti piazzate allo sbocco del collettore, si è tentato di circoscrivere, almeno in parte, i danni. Il problema, a questo punto, assume aspetti sconcertanti e si collega alla disastrosa condizione ambientale dell’area napoletana. Tutti sanno, infatti, che l’alveo Pollena, che scende dalla falda occidentale del Vesuvio e confluisce nell’alveo Comune è, come tutti gli altri torrenti della periferia, in una condizione di inquinamento spaventosa anche per la mancanza di una idonea manutenzione. La preoccupazione maggiore, però, afferisce alla natura di quel rivolo nero e il sospetto che possa trattarsi di rifiuti tossici tiene giustamente in ansia e merita una risposta veloce e chiarificatrice. Anche per evitare danni maggiori all’economia del porto che vive un periodo di crisi derivante dalla difficile congiuntura internazionale.

Luciano Dassatti, presidente dell’Autorità Portuale, è stato esplicito nella denuncia: “Il porto non c’entra con quella roba lì, qualcuno in qualche zona dell’interno ha scaricato qualcosa di tossico. Provoca indignazione pensare che nel 2011 c’è chi continua a utilizzare il mare per spargere veleni”. Ancora più secca la risposta sul sospetto di responsabilità interne. “Le escludo nel modo più assoluto – ha detto Dassatti – in questa brutta storia gli operatori portuali sono solo e assolutamente parte lesa”. Oggi riunione dei tecnici di Comune, Provincia e Regione sull’accaduto e sopralluogo sull’alveo Pollena. (Repubblica)

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