Iniziano i saldi estivi, la sfida della Campania
Parte dmani la stagione dei saldi estivi in Campania, che durerà fino al 3 settembre, con la prospettiva di movimentare notevolmente l’economia regionale. La Giunta regionale ha stabilito che gli sconti non potranno superare i 60 giorni, offrendo ai consumatori e ai commercianti un arco di tempo significativo per le transazioni. Secondo le stime del Centro studi di Confesercenti Campania, oltre la metà dei consumatori campani, circa 2,9 milioni su un totale di 5,5 milioni di residenti, ha intenzione di approfittare degli sconti. Sebbene le aspettative di spesa siano leggermente inferiori rispetto all’anno precedente, si prevede una spesa media di circa 215 euro per famiglia e una media pro capite di circa 103 euro. Questo dovrebbe generare un giro d’affari di circa 300 milioni di euro durante il periodo dei saldi, a cui si aggiungeranno ulteriori 100 milioni di euro stimati provenienti dai turisti, portando il totale a 400 milioni di euro.
La maggior parte dei consumatori spenderà tra 51 e 100 euro a persona (36.70%), seguiti da quelli che spenderanno tra 101 e 200 euro (25.10%). I turisti, invece, mostrano una tendenza a spendere di più, con il 16.90% che si prevede spenderà tra 201 e 300 euro. Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno, ha evidenziato che molti campani tendono a fare acquisti principalmente durante i saldi a causa delle difficoltà economiche, aggravate da un alto tasso di disoccupazione. “Apparentemente la nostra regione è molto attiva in questo senso, ma si evince che i consumatori campani esprimono tendenza a spendere nei saldi soprattutto perché acquistano poco durante l’anno semplicemente perché non se lo possono permettere”, ha dichiarato Schiavo.
Questa tendenza, secondo Schiavo, è indicativa delle difficoltà economiche attuali e della crisi del settore moda, iniziata durante la pandemia di Covid-19. “In Campania per necessità si spende in saldi, e questo impoverisce il tessuto imprenditoriale, perché il margine di guadagno ovviamente si abbassa”, ha aggiunto. Schiavo ha sottolineato la necessità di un sostegno governativo per ridurre la pressione fiscale e aumentare l’offerta di lavoro, al fine di regolarizzare gli introiti delle attività commerciali. Inoltre, ha proposto una revisione della tempistica dei saldi: “Sarebbe opportuno considerare la possibilità di riprogrammare l’inizio dei saldi almeno a metà luglio. Questo cambiamento darebbe ai negozi d’abbigliamento più settimane di margine per poter vendere la collezione estiva a prezzo pieno, contribuendo così a una maggiore stabilità economica per i commercianti e a una gestione più equilibrata delle scorte di magazzino”.

