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Inchiesta disoccupati Bros, i Pm: “Cercavano di condizionare i politici”

Precari Bros

NAPOLI – Associazione per delinquere, violenza e minaccia ad un corpo politico o amministrativo: sono le ipotesi di reato formulate nei confronti di quattro esponenti del movimento precari Bros le cui abitazioni sono state perquisite oggi dalla Digos. Gli agenti hanno notificato un decreto emesso dalla procura di Napoli in cui si fa il punto su due anni di indagini su una lunga serie di episodi attribuiti ai Bros, da blocchi stradali all’assalto agli autobus di linea, dall’occupazione e ai raid nelle edi di enti pubblici e di partiti, fino all’aggressione avvenuta il 4 novembre scorso quando durante una manifestazione furono sferrati calci e pugni contro l’auto a bordo della quale viaggiava il sindaco Luigi de Magistris. Secondo l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dai pm Raffaello Falcone e Urbano Mozzillo, i manifestati venivano dai promotori e organizzatori ”strumentalmente utilizzati” e le azioni erano ”tese a conseguire vantaggi personali (non solo economici) esercitando indebite pressioni sulla pubblica amministrazione e sui soggetti politici-istituzionali con competenze in materie politiche sociali e del lavoro”. Gli obiettivi dei Bros erano ”il ripristino di scelte amministrative di tipo assistenzialistico”, ovvero l’erogazione di sussidi secondo politiche ”definitivamente superate dall’adozione del Nuovo Piano del Lavoro della Regione Campania dell’ottobre 2010”. Gli inquirenti sostengono che per paralizzare l’attuazione del Piano sarebbero state organizzate aggressioni nei confronti di amministratori, occupazioni di sedi di partito e di istituzioni (consiglio regionale, Inail, Equitalia, agenzie interinali), Pressioni e minacce sarebbero state esercitate anche in occasioni di campagne elettorali per il rinnovo dell’amministrazione comunale e in occasione delle primarie per la scelta dei candidati. A tale proposito viene ricordata anche la distruzione della sede elettorale del candidato Pdl a sindaco si Napoli, Gianni Lettieri. Lo scopo di tali azioni era quello di raggiungere una ”soluzione politica” per la stabilizzazione dei Bros nel mondo del lavoro ”in spregio alle ordinarie procedure di avviamento al lavoro nelle imprese private e di assunzione di pubbliche amministrazioni o societa’ partecipate”. Il tentativo di condizionamento dell’amministrazione comunale di Napoli si riferisce alle scelte in materia di gestione del servizio di raccolta di rifiuti solidi urbani e di organizzazione della raccolta differenziata, i settori in cui i precari chiedono di essere assunti. Sono attribuibili a cio’ la permanente occupazione dei giardini in piazza Municipio, l’aggressione durante una manifestazione delle scuole nell’ambito di progetti per la raccolta differenziata e l’interruzione dei lavori sul lungomare Caracciolo per l’America’s Cup. In tutto sono 22 gli episodi riportati nel decreto dei pm, dall’aprile 2010 al gennaio di quest’anno. ”Si continuano a considerare le nostre istanze e le nostre manifestazioni solo sotto l’aspetto dell’ordine pubblico dimenticando che quanto chiediamo e’ solo la rivendicazione di un diritto, il lavoro, sancito dalla costituzione”, ha commentato un portavoce dei Bros.

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