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(Il video) – Inaugurata la Biblioteca Didattica Autogestita

NAPOLI (Servizio: Daniela Giordano) – Il Collettivo Studenti Federico II ha inaugurato ieri, 11 marzo, la Biblioteca Didattica Autogestita all’interno dello Spazio di Massa Reloaded, la Sala Lignea della facoltà di Lettere e Filosofia.

libriLo spazio conteneva ben cinque mila libri, tra classici, letture di critica e approfondimento e addirittura testi antichi di storia, filosofia, arte e letteratura di fine Ottocento. Secondo un progetto del 1995 – la cui realizzazione è partita solo dal 2007/2008 – era prevista la realizzazione di un polo bibliotecario accentratore (la BRAU di Piazza Bellini) a cui destinare buona parte dei testi umanistici e mantenere presso la Sala Lignea a Porta di Massa un presidio bibliotecario per la consultazione dei testi d’esame riservata agli studenti di Lettere.

Una biblioteca didattica che ad oggi esiste solo come catalogo telematico d’ateneo, ma non nei fatti. Per mancanza di fondi, il progetto infatti non è andato avanti, lasciando la Sala chiusa e inaccessibile per quattro anni. Vane sono state le richieste di riapertura e raccolta firme di studenti e ricercatori ai Consigli di facoltà. Nel gennaio dello scorso anno, dunque, hanno optato per una soluzione drastica, forzando le porte e occupando lo spazio. Lo spettacolo che si è presentato ai loro occhi è stato a dir poco vergognoso: uno spazio davvero grande completamente abbandonato, con i libri ammassati sugli scaffali senza alcun criterio di catalogazione, o addirittura lasciati negli scatoloni in attesa di essere portati alla BRAU. Quei libri non sono mai stati recapitati e, anzi, frettolosamente etichettati come doppioni.

Il lavoro fatto durante l’anno dai ragazzi – studenti e non – è stato enorme oltre che degno della più alta stima. Il posto è stato ripulito e sistemato, i cinque mila libri sono stati messi negli scaffali secondo un riassetto logico di critica e approfondimento, opere classiche, letture politiche e didattica nel senso stretto, con i testi d’esame recuperati dai diversi programmi dei professori. Alcuni di questi hanno anche dato il personale contributo, portando in biblioteca i testi utili alle parti speciali e monografiche dei propri programmi. Da un paio di settimane, i ragazzi hanno cominciato anche la catalogazione dei volumi, arrivando già a quota millecinquecento. Chiunque volesse dare una mano è libero di presentarsi in sede e portare in aggiunta i propri libri, che siano testi usati per l’esame appena sostenuto o una qualsiasi lettura ritenuta valida all’approfondimento e ad accrescere un sapere critico, oltre che gratuito e accessibile a tutti. E sarà possibile anche organizzare gruppi di studio per coloro che devono sostenere lo stesso esame e volesse un po’ d’aiuto.

Insomma, c’è voglia di cultura nel senso vero e più puro del termine. E c’è voglia di agire. A dispetto degli ostacoli burocratici e a dispetto di orecchie sorde e cecità. “Abbiamo preferito non aspettare qualcuno o qualcosa che piovesse dal cielo e che magari non sarebbe mai arrivato” – ha detto un ragazzo del Collettivo – “Abbiamo preferito darci da fare, auto-organizzarci e riprenderci uno spazio, riappropriarci di un nostro diritto”.

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