Immigrazione: è l’ora degli invisibili
NAPOLI (di Bonaventura Franchino) – Finalmente, dopo lunghi anni di buio, un attimo di luce viene ad illuminare la nostra storia democratica.
Nella storia recente della nostra repubblica il fenomeno della immigrazione è stato trattato, a volte con bonomia, altre con occhio di disprezzo; difatti si è passati da regolarizzazioni alla adozione di norme inique e vessatorie; difatti, si è passati da sanatorie generose nei numeri di visti di ingressi alla codificazione del reato di immigrazione clandestina ( cfr legge Bossi/ Fini-attuale libertario dell’ultima ora) dalla accettazione silenziosa nei nostri confini alla costituzione di ronde che febbrilmente perlustravano il territorio alla ricerca di “clandestini” da rispedire forzatamente ai propri paesi di origine ( cfr. in molte aree del nord vennero costituite ronde che cercavano di rintracciare alle fermate degli autobus “ immigrati clandestini” da rinchiudere in autobus modificati per l’occasione e poi respingerli nei loro paesi).
Anni davvero bui in cui la civiltà e la nostra storia davvero sono stati calpestati; ferocemente ignorata la nostra cultura giuridica.
Comunque, nel migliore dei casi si è trattato di concedere permessi di soggiorno in base alle nostre esigenze di mano d’opera.
Si è trattato quasi sempre di badanti.
Dell’esercito di lavoratori che, con la schiena ricurva per almeno quattordici ore al giorno, prestava la sua opera nelle campagne di Gioia Tauro, dell’agro aversano, nel civile Trentino o nella capitanata.
Nessuno, sia esso di destra o di sinistra, ha mai parlato di loro.
Situazioni note a tutti ma nessuno se ne è mai occupato.
Si è sempre trattato di un esercito di invisibili , ben conosciuti ed indispensabili.
Ora, grazie all’ottimo ministro Riccardi che da sempre vive i problemi degli emarginati, di chi soffre, in modo del tutto improvviso, quanto inatteso, è stata inserita nell’ambito del decreto n.119/2012 la possibilità di regolarizzare i rapporti di lavoro con cittadini extracomunitari, in vita da almeno il 31.12.2011.
Per la prima volta la nostra Repubblica, grazie all’opera del citato ministro, ha aperto gli occhi e visto ciò che sino ad ora era assolutamente invisibile dato luce e dignità a cittadini, sino da oggi ignorati. Davvero una bella pagina di democrazia e di rispetto civile .
Così quella folta schiera di lavoratori che contribuisce con il proprio lavoro a far si che l’Italia sia meno peggiore avrà un nome, una identità, sarà portatore di ogni diritto, alla pari di tutti i fratelli che vivono su questa terra, cittadino fra i cittadini.
Il 7 settembre è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale ( n. 209 ) il decreto interministeriale contenente le istruzioni necessarie per partecipare alla regolarizzazione.
Le domande di regolarizzazione possono essere presentate dal 15 settembre al 15 ottobre; l’inoltro è possibile solo on line e deve essere preceduto dal versamento del contributo forfetario di €.1.000,00; tale versamento dovrà essere effettuato dal datore di lavoro mediante F24.
All’atto della presentazione della domanda telematica il datore dovrà indicare gli estremi del versamento e la ricevuta dovrà essere successivamente esibita all’ufficio unico immigrazione.
Per il buon esito della pratica di regolarizzazione è necessaria la sussistenza di requisiti tanto in capo al datore quanto al prestatore.
Per quanto attiene il lavoratore è necessario che questi dimostri la presenza in Italia da almeno il 31.12.2011 e che il rapporto di lavoro sia iniziato almeno il 9 maggio 2012.
Per quanto attiene la prova circa la presenza in Italia, non è stato chiarito quale sia la documentazione idonea a dare tale prova; si ritiene possa costituire valida prova il visto di ingresso sul passaporto, eventuale tesserino sanitario ( stp) referti di pronto soccorso, atti notarili, rinnovi di passaporto effettuati per il tramite del consolato di appartenenza.
Tale documentazione dovrà essere esibita successivamente, dopo che lo sportello per l’immigrazione avrà convocato il datore ed il lavoratore per la sottoscrizione del contratto di soggiorno.
In tale circostanza il datore dovrà dimostrare altresì di aver regolarizzato la posizione lavorativa sotto il profilo contributivo, retributivo e fiscale.
Altri requisiti necessari alla domanda di regolarizzazione sono il periodo di lavoro che deve essere in corso alla data di presentazione della domanda ed iniziato almeno dal 9 maggio 2012.
Vengono esclusi dalla regolarizzazione i datori di lavoro condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenze non definitive ivi incluse quelle adottate a seguito di patteggiamento, per reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reclutamento e sfruttamento della prostituzione o di minori, intermediazione illecita di lavoratori, reati di utilizzo di manodopera immigrata irregolare così come i datori di lavoro che nelle precedenti procedure dei flussi non hanno provveduto a sottoscrivere i contratti di soggiorno subordinato ed alla effettiva assunzione del lavoratore straniero.
La regolarizzazione è esclusa anche nella ipotesi in cui il datore di lavoro non disponga di un reddito superiore ai ventimila euro per il lavoro domestico ( 27.000,00 se la famiglia è composta da più persone); per l’assunzione delle badante non è richiesto alcun reddito a condizione che venga documentata la condizione di non autosufficienza. Nelle altre tipologie di assunzioni è necessario che il reddito sia di almeno trentamila euro.
E’ consentita la sanatoria solo di rapporti a tempo pieno mentre per il lavoro domestico è consentita la sanatoria di rapporti a tempo parziale.
possono essere regolarizzati anche lavoratori presenti in Italia per motivi diversi da quelli di lavoro.
