Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

Immigrati, Napoli, dall’ex Urss tra volontà di integrazione

Un immigrato sfrattato dorme per strada fuori al parcheggio Brin
Un immigrato sfrattato dorme per strada fuori al parcheggio Brin (foto di Andrea Baldo)

NAPOLI – Difficolta’ linguistiche, di adattamento alla cultura occidentale, legate ai disagi nell’ottenere un permesso di soggiorno. L’integrazione, per gli immigrati dei paesi della disciolta Unione Sovietica, passa attraverso questi ostacoli. A Napoli, dove il numero di immigrati e’ in costante aumento a fronte di una diminuzione del numero degli abitanti (970.438 secondo il dato aggiornato del 15° Censimento della popolazione Istat), la comunita’ bielorussa si stringe attorno al Consolato onorario di Piazza Municipio e alle associazioni come l’Istituto di cultura bielorussa ‘Marc Chagall’ e quella denominata ‘Bellarus’. “Un gioco di parole sul nome del nostro Paese di origine, che richiama la parola italiana ‘bella’ e la Russia, che pochi decenni fa riuniva tutti i popoli ai quali ci rivolgiamo”, spiega all’Adnkronos la referente dell’associazione Tatiana Pumpuleva. Non solo bielorussi quindi, proprio perche’ con russi, ucraini e moldavi condividono affinita’ culturali e la conoscenza della lingua russa. Il primo scoglio da affrontare e’ questo: “I nostri connazionali – spiega – arrivano qui senza saper parlare o scrivere italiano”. Una difficolta’ non da poco per una comunita’ di immigrati dal tasso di scolarizzazione molto alto: “In Bielorussia – sottolinea Pumpaleva – la scuola dell’obbligo comprende tutta la scuola superiore. Chi viene in Italia e’ quindi sicuramente dimplomato ma non solo: quasi tutti sono laureati. Sono quindi persone che hanno un mondo intellettuale ricco, si interessano alla cultura del proprio Paese cosi’ come a quella dell’Italia e mostrano sincero interesse per quanto avviene qui in campo politico, sociale e culturale”.

Un interesse dimostrato dal successo de ‘La nostra gazzetta’, quindicinale in lingua russa e in parte ucraina nato nel 2005 e molto diffuso a Napoli e in provincia, rivolto agli immigrati provenienti dai paesi ex sovietici. L’associazione ‘Bellarus’ conta circa 70 membri, “ma le porte sono aperte a chiunque si voglia rivolgersi a noi. Diamo un aiuto morale, una possibilita’ di potersi confrontare con suoi connazionali sui problemi all’arrivo in Italia e sull’integrazione. Miriamo a prestare aiuti anche concreti,e conomici, se magari uno di noi non ha i soldi per comprare un biglietto e tornare in patria”, racconta Pumpuleva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.