[IL VIDEO] Gioco d’azzardo, allarme sociale: sempre più giovani coinvolti
Nel corso del programma televisivo Attenti al Lucio, condotto da Lucio Pierri, il cronista Attilio Iannuzzo ha affrontato con toni decisi e preoccupati il tema del gioco d’azzardo, mettendo in luce una realtà sociale sempre più allarmante.
Secondo Iannuzzo, i dati parlano chiaro: circa il 34% delle persone coinvolte nel gioco d’azzardo include anche minorenni. Un dato che, tradotto in termini concreti, significa che un giovane su tre si avvicina a questo mondo, spesso senza piena consapevolezza delle conseguenze. Una percentuale che il cronista definisce “sconfortante”, soprattutto per l’impatto che ha sul tessuto sociale.
Nel suo intervento, Iannuzzo individua due principali categorie di giocatori. Da un lato, le persone di mezza età o anziane, spesso segnate da esperienze difficili o sconfitte personali, che vedono nel gioco una forma di consolazione, quasi una “via di fuga” emotiva. Dall’altro, i giovani, che si avvicinano al gioco con una prospettiva completamente diversa: non come rifugio, ma come speranza. Una speranza di riscatto, di successo rapido, di un futuro migliore. Ed è proprio questo aspetto che, secondo il giornalista, rende il fenomeno ancora più preoccupante.
L’analisi si estende poi al contesto sociale ed economico. Iannuzzo sottolinea come il gioco d’azzardo non sia itato a una sola fascia della popolazione. Esiste una componente legata alla mancanza di istruzione e consapevolezza, dove il gioco viene percepito come un’attività innocua, senza che vengano compresi i rischi reali. Ma, parallelamente, si registra anche un aumento tra le persone benestanti, che si avvicinano al gioco per noia o per ricerca di adrenalina, trasformandolo in una vera e propria dipendenza.
In questi casi, la disponibilità economica diventa un fattore aggravante: più risorse significano maggiore possibilità di perdere somme consistenti, alimentando un circolo vizioso difficile da interrompere. Il gioco si trasforma così in una pratica quotidiana, quasi normalizzata, che può evolvere in forme sempre più invasive, paragonabili a un “poker domestico” esteso e continuo

